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Alessandria: una rinascita che passa per competenza, storia e programmazione

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La vera protagonista di questi sedicesimi di finale di Coppa Italia. Nonostante la formula non premi le squadre cosiddette minori obbligandole a giocare in casa di quelle di prima fascia, l’Alessandria ce l’ha fatta. Anche Pavia e Crotone, impegnate rispettivamente contro H. Verona e Milan, ci sono andate davvero vicine. Negli altri Paesi europei capita spesso, cenerentole di categorie inferiori arrivano a giocarsi quarti e semifinali contro PSG, Barcellona, Bayern Monaco a seguito di cavalcate stupefacenti e veri e propri esodi di interi paesini di provincia. Alessandria però è un comune importante, sfiora i 100.000 abitanti, la società ha una storia di tutto rispetto e ieri ha espugnato il Renzo Barbera scatenando le ire del patron rosanero Zamparini. Non capita tutti i giorni che una squadra di Lega Pro batta una compagine di Serie A. Il Palermo di certo non sta attraversando un buon momento di forma ma andiamo a scoprire insieme i segreti che hanno reso possibile l’impresa dei piemontesi.

Partiamo dal mister: Angelo Grecucci. In Serie A è sarcasticamente conosciuto come mister zero vittorie. Non ha mai vinto, ha allenato Lecce ed Atalanta collezionando 1 pareggio, 8 sconfitte e 2 esoneri. Se ci aggiungiamo gli altri esoneri dovuti a screzi e liti con presidenti ne viene fuori un allenatore sfortunato, poco capace, mercenario, lunatico. Eppure ha in bacheca una Coppa di Lega Pro con la Salernitana, numerosi risultati prestigiosi, ed in particolare la stima dei giocatori che ha allenato e quella di chi lo ha allenato, maestri come Mondonico ed Ancelotti, capaci di trasmettergli rispettivamente lo spirito difensivistico e l’esperienza sacchiana. Gregucci ne ha tratto una sua personalissima sintesi, si è sempre adattato alle varie rose che si è trovato di fronte, non si è mai fossilizzato su moduli particolari a parte quel 4-3-3 prediletto, capace di coniugare qualità ed efficacia, equilibrio e divertimento.

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Ieri il tecnico di San Giorgio Ionico non si è fatto intimidire, è andato a Palermo con il suo 4-3-3 per fare la partita ed è tornato in Piemonte con il passaggio del turno in tasca. Il modulo difatti appare perfetto per la rosa a disposizione, un parco giocatori praticamente da Serie B. Troviamo calciatori di esperienza abituati a ben altre categorie come Santiago Morero, Adriano Mezavilla, Massimo Loviso, Gianluca Nicco, Antimo Iunco e giovani non più tanto giovani in cerca di rivincite e definitive consacrazioni tra cui Vedran Celjak, Ferdinando Vitofrancesco, Michele Marconi, Filippo Boniperti, Manuel Fischnaller e Riccardo Bocalon. Gran parte del merito va al ds Magalini ed al precedente tecnico Giuseppe Scienza, sollevato dall’incarico a fine settembre dopo soli 4 punti in 4 gare. Con Gregucci i Grigi sono tornati a volare, si trovano attualmente al secondo posto del Gruppo A di Lega Pro, sognano la cadetteria con la consapevolezza di dover onorare una storia centenaria che li ha visti intorno agli anni ’20 vicini allo Scudetto, prendere parte in 13 occasioni alla Serie A e vincere una B nel 1946.

La storia recente dell’US Alessandria 1912 invece è contrassegnata da fallimenti, scandali societari, rifondazioni e brusche discese nei dilettanti. Nel 2013 è divenuto presidente Luca Di Masi, importante imprenditore torinese nel settore dell’abbigliamento, il quale si è posto come obiettivo principale quello di tornare al più presto nel calcio che la piazza merita. L’inizio di stagione altalenante di mister Scienza lo ha indotto a puntare appunto su Gregucci, mossa azzeccatissima visto che si tratta di un ritorno. L’ex difensore della Lazio infatti venne prelevato 18enne proprio dai piemontesi quando era ancora uno sconosciuto e militava nel Taranto. La società ora è solida e funziona a meraviglia. Ma in Piemonte guardano con decisione anche al futuro non immediato. I Berretti sono terzi alle spalle di Inter e Albinoleffe, mentre gli Allievi Nazionali comandano il loro girone davanti a Torino, Juventus e Genoa. Alcuni gioielli sono già finiti nel giro delle varie Nazionali giovanili e nel mirino di diversi club di primo livello.

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Il nuovo presidente grazie al suo forte spirito imprenditoriale sta rinnovando anche l’assetto riguardante il marketing, puntando su un filo diretto che unisca squadra, tifosi e società. Ha recentemente lanciato l’app iGrigi per rimanere costantemente informati sulla squadra, organizza concorsi a premi garantendo a tifosi particolarmente fortunati la possibilità di seguire gratuitamente i calciatori in trasferta e campagne culturali come Alessandria Village-Il gusto del calcio che unisce: un progetto itinerante che accompagna la squadra in trasferta con lo scopo di far conoscere a tutti gli usi, le tradizioni gastronomiche e le specialità culinarie piemontesi come il tartufo bianco. Proprio questo pomeriggio invece verrà inaugurato il nuovo Orshop, lo store ufficiale, fresco di restyling e nuovo merchandising. Di Masi è riuscito ad infondere a tutto l’ambiente un forte senso di appartenenza ad una storia nobile, che va approfondita e magari aggiornata. Per questo inoltre appoggia con trovate pubblicitarie efficienti le iniziative del Museo Grigio, associazione indipendente che divulga e salvaguardia l’immagine e la cultura dell’Alessandria calcio.

Una filosofia dunque precisa che darà presto i risultati che tutti si aspettano. Studiare il passato per migliorare il presente e programmare il futuro.