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3 validi motivi per NON salire sul carro dei vincitori

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C’è da chiederselo: dov’è finito lo scetticismo dei giorni scorsi? L’Italia, alla vigilia di questi campionati Europei, era considerata una squadra mediocre, guidata da un allenatore dimissionario con la testa altrove. La stampa, i tifosi, i bar nazionali recitavano unanimi il ‘requiem azzurro’ quale tetro presagio di una rapida quanto attesa eliminazione. Poi, d’incanto, tutti attaccati alla tv, ad esaltarsi alla prima discesa di Candreva o ai lanci, peraltro millimetrici, di Bonucci. A celebrare vittoria e prestazione come segnali inconfondibili dei successi futuri. Un vizio decisamente patrio, del quale nessuno riesce a fare a meno. Eppure, non è il caso di salire sul carro dei vincitori perché gli azzurri, di fatto, non hanno ancora vinto nulla. La redazione di Blog di Calcio ha quindi individuato tre validi motivi per recuperare un po’ di sano pessimismo.

1. PRIMA PARTITA DELLA COMPETIZIONE – La motivazione più banale per non intonare prematuramente il ‘Seven Nation Army’ del 2006 è quella di non aver conquistato nulla più che tre punti. Obiettivo massimo raggiungibile per la prima gara, ma fine a se stesso qualora non dovessero ripetersi prestazioni simili. E’ bene ricordarci del passato, ad esempio della partita inaugurale degli scorsi Mondiali, e fare tutti i dovuti scongiuri.

2. REMARE CONTRO PORTA BENE – Storicamente le critiche alla nostra Nazionale sono salutari. Ne sanno qualcosa i campioni del Mondo del 1982 e quelli del 2006. L’Italia possiede un orgoglio decisamente sui generis, che viene a galla nei momenti più difficili. Quindi, l’unico consiglio da dare a chi fino a ieri si è dichiarato ‘esterofilo’ è di continuare a sparare a zero sugli azzurri. Porta benissimo.

3. QUALE CARRO? – Dopo la partita contro il Belgio, Immobile non si è certo trasformato in Cristiano Ronaldo e Giaccherini non può paragonarsi a Pogba. A parte le certezze della retroguardia juventina – che quasi nessuno ha avuto la lungimiranza di sottolineare prima dell’inizio della competizione – sarebbe opportuno continuare a ragionare con un po’ di pessimismo. La Nazionale di Euro 2016 continua ad essere una squadra per molti versi modesta, che potrebbe arrivare in fondo al torneo solo se riuscisse ad andare oltre i propri limiti. In altre parole, il carro non può essere così scarno il giorno prima e tanto ridondante quello dopo. Ci vuole equilibrio.