Home News I 5 italiani classe ’94 chiamati alla consacrazione nel 2015-2016

I 5 italiani classe ’94 chiamati alla consacrazione nel 2015-2016

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C’è un momento essenziale nella carriera di un calciatore in cui ci si deve distinguere da tutti gli altri. C’è un momento in cui si arriva ad un crocevia, in cui o ti affermi ed esplodi, oppure rimani per sempre un’eterna promessa, un potenziale gran giocatore mai sbocciato. E’ qui a questo punto, che si decide spesso la sorte di un giocatore, se si consacrerà, o se dovrà passare il resto della propria carriera in una squadra medio-piccola, o addirittura in club di serie minori, finendo nel dimenticatoio. A questo punto sono arrivati quest’anno i classe 94′, che compiranno o hanno già compiuto 21 anni. Tra loro ci sono tanti stranieri, come Kovacic, Niang, Hysaj, Paredes, ma soprattutto anche tanti italiani, che potrebbero rivelarsi fondamentali per costruire le basi future dei loro club di appartenenza, ma anche della Nazionale italiana di Conte. Blog di Calcio ha scelto i 5 azzurrini che nella prossima stagione sono chiamati al salto di qualità.

Daniele Rugani

Toscano, nato a Lucca il 29 luglio, di ruolo fa il difensore centrale, è stato una delle rivelazioni più liete dello scorso campionato. Con Sarri in panchina ha giocato praticamente tutte le partite. Due anni intensi, il primo in B in cui ha conquistato la promozione, con 40 presenze e 2 reti, il secondo in Serie A, in cui ha confermato le grandi attese con 38 presenze e 3 goal. Una vita passata ad Empoli, solo un anno lontano dalla provincia toscana, in cui ha vestito la maglia della Juventus Primavera. Rugani ha giocato in tutte le Nazionali giovanili, a partire dall’Under 17 fino all’Under 21, ed è stato anche convocato da Conte per la partita di qualificazione all’Europeo contro la Croazia e per l’amichevole con l’Albania, senza però entrare sul terreno di gioco. Quest’anno è chiamato al grande salto. Torna a Torino con tante aspettative, dovrà dimostrare di essere fondamentale anche in una squadra di caratura internazionale come la Juventus. Il futuro è tutto dalla sua parte, nella speranza di poterlo veder diventare un giorno uno dei migliori difensori del mondo.

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Foto LaPresse - Daniele Badolato
Foto LaPresse – Daniele Badolato
Danilo Cataldi

Romano, nato il 6 agosto, di ruolo fa il centrocampista centrale davanti alla difesa. Lo scorso anno, a partire dalla seconda parte di stagione, dopo aver recuperato da un infortunio, Pioli non ha quasi mai fatto a meno di lui per il centrocampo della sua Lazio. Ha giocato 16 partite senza mai riuscire a trovare la via del goal, ma sfiorandolo in più occasioni. Ha giocato vicino a Biglia e in alternativa all’argentino, dimostrando tutta la sua personalità e la sua classe. Passaggi corti e lanci lunghi, intelligenza tattica e tocco di palla davvero impressionante per un ragazzo della sua età. Dopo aver vinto lo scudetto con la Lazio primavera da protagonista tre anni fa, Cataldi è andato a Crotone a farsi le ossa, come si suol dire nel gergo calcistico, dove ha collezionato 38 presenze e segnato quattro reti. Ha giocato nelle varie Nazionali giovanili, a partire dall’Under 18 fino all’under 21. La strada è ancora lunga, la concorrenza è tanta, ma quest’anno può diventare un titolare inamovibile del centrocampo biancoceleste.

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Domenico Berardi

Calabrese, nato a Cariati in provincia di Cosenza l’1 agosto, è una seconda punta, all’occorrenza anche attaccante esterno. Mancino, nel 2014 è stato inserito nella lista dei migliori giovani nati dopo il 1993 stilata da Don Balón. Il Sassuolo lo nota per caso, durante una partita di calcetto a Modena, dove era andato a trovare il fratello. Aveva 16 anni e giocava nelle giovanili del Cosenza. Adesso è pronto ad iniziare la sua quarta stagione tra i professionisti, la terza in Serie A. Nei due anni precedenti nella massima serie, si è rivelato uno dei migliori attaccanti del nostro campionato, mettendo a segno la bellezza di 31 goal. Il suo cartellino è stato riscattato dal Sassuolo, che lo aveva in comproprietà con la Juventus, per 10 milioni di euro, ma i bianconeri potranno riacquistarlo il prossimo anno per 15 milioni. Un anno importante quindi per Berardi, che vorrà seguire le orme del suo ex compagno di squadra Simone Zaza, e compiere il tanto atteso salto di qualità, nella speranza di ricevere una chiamata anche dal ct Conte. Ha indossato la maglia dell’Under 19, e adesso è titolare inamovibile nell’Under 21 di Di Biagio.

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Marco Benassi

Emiliano, nato a Modena l’8 settembre, di ruolo fa il mediano, ma ha anche una buona visione di gioco e un buon tiro dalla distanza. Quest’anno è stato acquistato interamente dal Torino, che ne deteneva metà del cartellino in comproprietà con l’Inter. Con i nerazzurri ha esordito in Serie A, ma non è riuscito a ritagliarsi lo spazio necessario. Due stagioni fa ha quindi deciso di provare l’esperienza al Livorno, poi retrocesso in Serie B, con cui ha collezionato 20 presenze e due goal. Nell’ultima stagione a Torino invece, Ventura lo ha impiegato ben 25 volte in campionato, e 11 volte in Europa League, e Benassi ha ripagato con 3 reti importanti. Anche Di Biagio non ha potuto fare a meno di lui per l’Under 21. Ha indossato anche la maglia dell’Under 18 e dell’Under 19. Il Torino per l’altra metà del suo cartellino ha speso 3,5 milioni, una cifra importante per un ragazzo di 20 anni, che quindi quest’anno dovrà confermarsi e non tradire le aspettative.

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
Federico Bernardeschi

Toscano, nato a Carrara il 16 febbraio, è l’unico dei classe 94′ sopracitati ad aver già compiuto 21 anni. Mancino, come ruolo predilige l’esterno d’attacco, ma può fare anche il trequartista e la seconda punta grazie alla sua tecnica e alla sua agilità. Di lui si parla un gran bene da molti anni, fin dalle giovanili. Dopo aver giocato e stupito a Crotone insieme a Cataldi nella stagione 2013/2014, dove ha collezionato 38 presenze siglando 12 goal, Bernardeschi è stato riscattato dai calabresi, ma la Fiorentina, suo club di appartenenza, non se lo è lasciato sfuggire, ed ha esercitato immediatamente il contro-riscatto. Montella per la scorsa stagione, visto anche l’infortunio di Rossi e la scarsa condizione di Gomez, puntava molto su di lui, ma la sfortuna ha intralciato il suo cammino. Dopo aver esordito in Serie A a metà settembre, e successivamente in Europa League, siglando anche due reti, il giovane attaccante si è infortunato in allenamento riportando la frattura del malleolo, che lo ha costretto fuori per 6 mesi. Bernardeschi è quindi quello con meno esperienza in Serie A, ma sicuramente con possibilità non meno rosee per il futuro. Ha giocato in tutte le Nazionali giovanili, a partire dall’Under 18 fino all’Under 21, ed è stato convocato anche due volte per uno stage con Prandelli in vista dei Mondiali del 2014. La prossima stagione per lui può e deve essere quella del riscatto, la Fiorentina e Paulo Sousa sono convinti che Bernardeschi possa rappresentare il futuro dei viola.

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