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5 motivi per cui il girone C è il più bello dei gironi di Lega Pro

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Una piccola Serie B, tutta meridionale, tra grandi decadute e squadre importanti, in crescita. Il Girone C di Lega Pro si è confermato ad oggi uno dei campionati più belli d’Italia, probabilmente per il livello dello spettacolo si è dimostrato il più bello. Da sempre considerato il girone più ostico della terza categoria, è anche il campionato più combattuto d’Italia. Se è il più bello o meno è un parametro soggettivo, ma è sicuramente quello più combattuto, dove ancora 3 squadre possono vincere e nulla è deciso.

#1 TUTTO IN BILICO
Può vincere il Benevento, ma Lecce e Foggia sono ancora lì. Probabile che tutto venga deciso all’ultima giornata, ed è ancora tutto in piedi. Ci sono tre squadre a sperare di vincere un campionato combattuto per tutta la stagione, senza esclusione di colpi. E il meglio deve ancora venire.

#2 GRANDI PIAZZE
Ci sono piazze che hanno superato in più occasioni le 10.000 presenze allo stadio, cosa che riesce a poche squadre anche nelle categorie superiori. Lecce e Foggia hanno portato spesso allo stadio tantissima gente, nonostante orari spesso improbabili e di difficile gestione per le tifoserie.

#3 MEDIA SPETTATORI
Anche la media spettatori è la migliore della Lega Pro: oltre 3.100 spettatori per partita. Sommando quelle dei due gironi restanti (A e B) si arriva a 3.200 circa. Un dato importante per capire quale sia l’affluenza di pubblico in questo girone in questo campionato.

#4 ZONA RETROCESSIONE
Niente è deciso nemmeno in zona retrocessione, fatta eccezione per la retrocessione della Lupa. Bagarre salvezza, con tantissime squadre coinvolte e Catania, Catanzaro, Monopoli e Melfi a rischio play-out. Sarà anche questo un lato spettacolare.

Vedi anche  Serie A, la top 11 della 8^ giornata

#5 NOBILI DECADUTE
Sono ben 5 le squadre di questo girone ad aver giocato in Serie A per almeno una stagione: dal Catania al Lecce, passando per Foggia, Messina e Catanzaro.

Tutto ancora da giocare, da godere. Nel campionato più bello, magari anche d’Italia.