Home Storie Dalle stelle alle stalle: 10 crack del nostro calcio

Dalle stelle alle stalle: 10 crack del nostro calcio

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La cessione di Scuffet al Como in B, avvenuta nella scorsa estate – dopo essere stato ad un passo dal vestire la maglia dell’Atletico Madrid – fa parte sicuramente di uno di quei trasferimenti più clamorosi delle ultime sessioni di calciomercato. Un talento del calcio di casa nostra che si appresta a digerire un vero e proprio ridimensionamento, che solo con un campionato da protagonista con i lariani potrà spazzar via del tutto. D’altronde, essere il portiere in seconda di Karnezis dopo i mille elogi ricevuti da mezz’Europa non deve essere mai facile.
Il problema, però, è che lo stesso classe 1996 dovrà stare molto attento a non seguire le orme di moltissimi calciatori suoi predecessori: grandi talenti si, ma che mai sono riusciti a tornare ai fasti di una volta o, nella peggiore delle ipotesi, sono spariti dai radar del calcio. Tante le motivazioni legate a fallimenti e ridimensionamenti, tra infortuni e prestazioni semplicemente opache. Noi di blogdisport, come sempre, ve ne riproponiamo alcuni tra i più clamorosi.

1) Giuseppe Scurto
Lui, ad esempio. Che fine ha fatto? Adesso milita nel Monterotondo, squadra dell’Eccellenza laziale. Non il massimo della vita insomma, soprattutto quando a 21 anni potevi vantarti di aver esordito nella squadra del cuore e della tua città, finanche con qualche piccola comparsata in Champions League. Scurto era indicato dai tutti come un talento di sicuro avvenire, ed il Chievo nel 2005/06 colse la palla al balzo. La stagione dei veronesi fu positiva (fini con la qualificazione in UEFA, poi in Champions per calcio scommesse), e discreta lo fu anche quella dell’ex difensore romano. Il futuro si chiamerà poi Serie B, con le maglie di Treviso, e Triestina: annate discrete a cui ahnno fatto seguito due retrocessioni con entrambe le squadre, annate in cui il nostro non ha mai particolarmente brillato, assieme al resto della squadra. Arriva poi la chiamata della Juve Stabia nel 2012/13, senza mai però scendere in campo.

2) Valerio Virga
C’è anche lui tra i talenti del vivaio della Roma rimasti inespressi del biennio 2004/06. Un altro talento promettente, affacciatosi alla nostra Serie A a soli 19 anni. Anche Spalletti sembrerà puntare molto su di lui, nonostante gli infortuni già inizino a costellare di problemi la carriera del romanista: addirittura fu in campo nella sfida casalinga di Champions League contro il Valencia (1-0, stagione 2006/07). Verrà poi ceduto al Grosseto neo promosso in B (2007/08) stagione in cui Virga realizzerà un gol in 24 presenze. Seguono poi le esperienze di Novara e Cosenza, prima del nuovo infortunio ai tempi della Virtus Lanciano. Un episodio fatale che lo relegherà ancora più in basso, fino all’eccellenza laziale con le maglie di Aprilia (31 presenze e 9 gol) e Monterotondo, squadre nella quale milita adesso.

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3) Luigi Sartor
Sicuramente meglio dei due predecessori, ma non benissimo. Ci si aspettava di più da lui, dai più considerato un vero e proprio astro nascente. Cresciuto nelle giovanili del Padova, è la Juventus nel 1992 ad assicurarsi le sue prestazioni, girandolo prima in prestito alla Reggiana e poi vendendolo al Vicenza. Ma è a Parma dove il difensore veneto si toglierà le principali soddisfazioni, grazie alla conquista della Coppa UEFA e di ben due coppe italia (oltre a quella di Vicenza). Poi, il calo: né con le maglie di Roma e Treviso (in A nel 2005/06) riuscirà a continuare ad esprimersi ad alti livelli, e soltanto due saranno le presenze totali con la maglia della nazionale. E poi, con difensori come Maldini, Nesta, Costacurta, Albertini, Conte…non sarebbe stato ugualmente facile imporsi. Chiuderù la carriera con la maglia della Ternana nel 2010, allora militante in Lega Pro.

4) Gialuigi Lentini
Lui si che le attese non le aveva affatto disattese. Faville nel Torino per un quinquennio, ma anche nelle prime due stagioni del Milan. Poi c’è sempre una variabile impazzita che ti cambia la vita, soprattutto da un punto di vista calcistico. L’incidente accorso a Lentini quel maledetto 2 agosto 1993 gli stroncherà, e successivamente ridimensionerà, una carriera di sicuro avvenire e gloria, per quello che era un punto fermo della nazionale allora allenata da Sacchi. Il misfatto avvenne dopo il rientro dalla gara celebrativa del centenaerio del Genoa, sull’autostrada Torino-Piacenza. Il suo ritorno in campo, nel maggio 1995, non riproterà mai più ai livelli di prima, nonostante continui comunque a frequentare il calcio che conta ancora con le maglie di Atalanta (1995/96), Torino (fino al 2000) e poi Cosenza (allora era in B). Poi? L’inesorabile declino nelle categorie inferiori con le maglie di Canelli, Saviglianese, Nicese e Carmagnola (chiuderà qui la carriera nel 2012).

5) Francesco Grandolfo
E dire che gli era bastata una tripletta per entrare nella storia del Bari: a Bologna poi, prima di lui, soltanto un certo Igor Protti era riuscito a mettere a segno una tripletta contro i padroni di casa (anche se era Serie B). Un exploit che alla piazza barese pareva un sogno nonostante la retrocessione, come se si fossero improvvisamente spalancate le porte ad un nuovo fenomeno locale, dopo le recenti esperienze di Cassano e Ventola. Addirittura il Chievo, che nel frattempo si era salvato con tranquillità, mise prepotentemente gli occhio sulla punta classe 1992. Poi? Il clamoroso nulla: non solo Grandolfo non riuscirà più a ripetersi cosi a certi livelli, ma soprattutto ad essere senza sosta è il crollo verso le serie inferiori. Né il tecnico biancorosso Torrente e né Di Carlo (allora tecnico dei clivensi) lo notano più di tanto. Ecco dunque il repentino passaggio in Lega Pro, con le maglie di Tritium e Savona, fino alla fortunata esperienza con la Correggese nell’ultima stagione: 37 presenze e 22 reti lo score finale. Quest’anno, invece, è di nuovo terza serie ma in una piazza calda come quella di Andria. Riuscirà a confermarsi anche li? Ai posteri l’ardua sentenza

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6) Alberto Masi
Altro talento di cui si sono perse le tracce e che ora sta tentando di reimergere tra mille difficoltà E’ quello di Alberto Masi, cresciuto nel vivaio della Sampdoria, nel giro per diverso tempo nell’Under 21 ed ora con la maglia della Ternana. Persino la Juventus nel 2012 si era interessata del suo talento, nonostante due discrete stagioni tra Pro Vercelli (all’epoca della sua militanza in C e poi B come adesso) e Lavagnese. Con le fere è giunto alla terza stagione complessiva con 44 presenze e 4 reti sin qui.

7) Rey Volpato
Era tra i vincitori del Torneo di Viareggio eduzione 2004/05, una delle kermesse più importanti del calcio giovanile a livello europeo. E Rej Volpato era uno dei giocatori più rappresentativi di quella Juventus, un giovane di buoni propositi e dotato di un colpo di testa niente male. L’esperienza di Empoli in Serie A nel 2007/08, però, non si rivelerà positiva. Ed ecco allora il rilancio col Bari guidato da Antonio Conte: qui l’esordio è positivo, con un gol di testa dopo 30 di gioco alla prima gara casalinga del torneo contro la Triestina. Ma sarà soltanto un exploit isolato. Segue poi un continuo peregrinare in B, con le maglie di Piacenza, Gallipoli e Livorno, sino all’inesorabile caduto nelle serie inferiori. Attualmente gioca nell’Adriese, squadra dell’eccellenza veneta ed a pochi passi da casa sua, nel vicino comune veneziano di Dolo. Un attaccante non proprio col pedigree.

8) Davide Lanzafame
Altro inespresso talento scuola Juve, ma con decisamente più fortuna del suo collega citato in precedenza. L’esordio di Davide Lanzafame tra i professionisti avviene con la maglia della Juventus al San Nicola contro un Bari ancora a caccia di punti per evitare la retrocessione in C1. La punta torinese conduce tutto sommato una buona partita, e spreca due potenziali occasioni da gol. Ironia della sorte, sarà proprio la società biancorossa ad accaparrarselo della successiva sessione di mercato, e le aspettative non saranno affatto deluse: 10 gol in 37 presenze complessive nel 2007/08, e l’anno dopo – con in mezzo 4 reti ed un gol con la nazionale olimpica a Shangai – arriva una meritata promozione in Serie A. L’anno dopo al Parma, poi, saranno 7 le reti in 27 presenze con la maglia dei ducali, che per poco sfiorano l’Europa, svanita soltanto per una manciata di punti. Basi per un futuro da grande bomber? Assolutamente no. Lanzafame farà improvvisamente perdere le tracce e, a causa anche dello scandalo legato al calcioscommesse, emigrerà in Ungheria disputando 10 partite con la maglia dell’Honved e mettendo a segno 5 reti. Adesso è invece un giocatore del Perugia di Bisoli, militante in Serie B.

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9) Vincenzo Sarno
Vantava carriere giovanili di tutto rispetto, prima col Torino e poi con la Roma. Ma Vincenzo Sarno non è ancora diventato – all’età di 27 anni – quella punta di grido che pareva predestinata per tale compito. Il suo è un perpetuo girovagare per lo stivale: prima con la maglia della Sangiovannese, poi con quelle di Brescia, Pro Patria, Potenza, Reggina e…Foggia. Tra gli eroi dell’ultima vittoria nel derby a Bari, magari potrà esaltarsi ancora con il gioco di De Zerbi. Sarà l’anno buono?

10) Mathias Pogba
Un cognome pesante, che a tutti ricorda il più famoso Pogba, Paul, che con la Juve in questi anni sta mietendo successi e consenti in giro per l’Italia ed a livello europeo ed internazionale. Ma di Pogba non ce n’è uno solo: c’è anche suo fratello Mathias, che però continua a fare tremenda fatica ad imporsi tra i grandi del calcio. L’anno scorso aveva tentato persino un’avventura nel calcio italiano, precisamente in Serie B, e con la maglia del Pescara. Ma con gli abruzzesi il bottino sarà magro, con sole 4 presenze e 0 reti all’attivo. Numeri lontani da quelli dei tempi di Wrexham (12 reti in 34 gare di Football League One, equivalente della Lega Pro italiana) e che poco hanno da vedere con la classica punta di peso. Ora al Partick Thistle l’ultima occasione. La sfrutterà?