Home A Gavetta e testa a posto: quello che c’è dietro all’esplosione di Edoardo...

Gavetta e testa a posto: quello che c’è dietro all’esplosione di Edoardo Goldaniga

275
0
SHARE
Foto: Paolo Bruno/Getty Images Europe

Stadio Olimpico, da una parte la Lazio chiamata ad una scossa dopo ben tre sconfitte, dall’altra il Palermo con Ballardini voglioso di non far rimpiangere l’esonerato Iachini. Ma nonostante le premesse a fine partita a rubare la scena sarà qualcosa di imprevisto durante la vigilia del match, lo “sconosciuto” Edoardo Goldaniga. Sua la rete del momentaneo vantaggio rosanero, suo il nome che ha riempito le principali pagine dei quotidiani del lunedì.

Un gol segnato alla prima presenza da titolare in Serie A e per nulla scontato. Non la classica rete realizzata di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, anche se in effetti l’azione che ha portato al gol è nata proprio da un angolo battuto da Vazquez. È il 21’ quando il difensore ex Perugia acciuffa il pallone buttato in area da un tiro di Lazaar ed infila Marchetti depositando con un tiro chirurgico il pallone nell’angolino. È bastata questa prodezza al giovane calciatore lombardo per lasciare definitivamente il segno in Serie A, strappando sin dai primi istanti successivi al triplice fischio i primi commenti positivi e paragoni, forse azzardati, forse no.

L’ex compagno di squadra ai tempi del Perugia Giacomazzi di lui dice che sia il nuovo Montero o Cannavaro per la sana cattiveria che ci mette in campo. Il suo ex allenatore Paolo Bertani, colui che promosse il Goldaniga sedicenne dagli allievi alla prima squadra, ai microfoni di Gianlucadimarzio.com si lascia scappare il paragone con Nesta. Intanto a Palermo già si sfregano le mani immaginando di avere in casa il nuovo Kjaer o probabilmente un calciatore dal potenziale addirittura maggiore e soprattutto, italiano.

Vedi anche  I top 10 club europei per presenza social [INFOGRAFICA]

Ma a dispetto della fama improvvisa che ha investito questo giovane atleta nel mondo dei media, tra gli addetti ai lavori il suo nome non era affatto ignoto. Acquistato dal Palermo nel 2012, Goldaniga è riuscito con la gavetta e la razionalità ad assaporare i grandi campi della Serie B prima e della Serie A poi, finendo addirittura con l’essere acquistato in comproprietà dalla Juventus alla cifra di 1,5 milioni, costretta a rinunciare al suo cartellino solo durante la scorsa estate, quando la necessità di portare a Torino Dybala era diventata insormontabile.

Oggi Goldaniga ha una grande possibilità dalla sua parte, quella di continuare a rigare dritto lungo la sua strada, mantenendo la consapevolezza di avere un futuro più che roseo dalla sua parte. Il Palermo lo ha fatto crescere tanto in questi anni, convincendolo a rimanere nelle giovanili siciliane anche quando giocare nei tornei primavere per lui era diventato fin troppo semplice. Il futuro sembra essere dalla sua parte.