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Juventus, analisi di un fallimento preventivo

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Questa Juve non va. Non gira, perde anche contro un buon Sassuolo e vede aumentare a dismisura i punti di distanza dalla vetta, che ad oggi non è più nemmeno il caso di contare. Aumentano le distanze con le prime, i punti lasciati per strada (e le sconfitte raccolte in giro per lo stivale) cominciano ad essere troppe. E torna qualche vecchio interrogativo, che non ebbe vita lunga nella scorsa estate.

La nuova Juventus di Allegri ha preso forma nella seconda stagione, la più tribolata degli ultimi 5 anni dalle parti di Vinovo. Erano anni che la squadra bianconera non partiva così male in campionato, e un buon cammino in Champions, con la qualificazione al prossimo turno ad un passo, sembra non bastare ai tifosi. Lo scudetto vola via già a fine Ottobre, come un incubo ricorrente della notte di Halloween, ma sotto processo ci finisce chi ha costruito la squadra. E chi l’ha messa in campo. Allegri non traballa, almeno così sembra: è ancora troppo presto. Ma la sconfitte con il Sassuolo apre una crisi interna che nel medio termine potrebbe dare frutti poco dolci per il tecnico livornese.

Si rincorrono voci sui possibili sostituti di Allegri, ma è fantamercato. Sono voci senza basi solide, senza giustificazioni nella realtà dei fatti. Lippi e Ancelotti sarebbero stati contattati, ma è il gioco delle parti. Marotta è sotto inchiesta almeno quanto Allegri: la squadra l’ha costruita lui, e serve a poco oggi dire che Hernanes non era una prima scelta. Vuol dire ammettere il fallimento della propria linea di mercato, non quello di un calciatore che difficilmente avrebbe potuto cambiare il volto a questa Juve. Gli acquisti mancati pesano, come quello di Draxler, inseguito a lungo e poi perso sul più bello; e le cessioni sono almeno altrettanto pesanti. L’errore della Juve è stato il non essere in grado di sostituire tre calciatori fondamentali, e non il fatto di aver lasciato che partissero. Questo ci stava. Era un ciclo che si chiudeva, ordito da Conte e portato ai massimi livelli di Allegri. Il problema sta nel non essere riusciti a costruire una squadra altrettanto forte, nonostante una buona base da cui partire e gli investimenti importanti fatti. Il tempo scorre inesorabile, ma lascia aperte porte e spazi per rivincite e rimonte (almeno) improbabili. La certezza, alla vigilia di Halloween, è che la Juve per poter partecipare alla prossima Champions dovrebbe vincerla, almeno ad oggi che il terzo posto sembra lontanissimo. Strano, no?