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La maledizione Ramsey e il sensazionalismo dei quotidiani sportivi italiani

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La prematura scomparsa a 69 anni di David Bowie a causa di un tumore ha sconvolto la giornata degli appassionati di musica e non solo. Il duca bianco ha inciso anche per il proprio stile, per quel modo di fare che ne ha fatto parte importante della cultura giovanile (anche cinematografica) della fine del secolo scorso. Alcuni calciatori hanno commemorato tramite i propri canali social il cantante rock scomparso nelle prime ore di oggi, ma qualcuno è andato oltre.

La stampa sportiva italiana ha colto la palla al balzo per mostrare il gusto dell’orrido del quale è capace e riesumare una vecchia leggenda metropolitana secondo cui quando Aaron Ramsey segna un gol muore un vip. La chiamano “la maledizione di Ramsey” e viene sbattuta in prima pagina sui siti e sui social di illustri giornali sportivi italiani, quali il Corriere dello Sport e TuttoSport. Tutto molto triste da vedere, da leggere. Assistiamo al tentativo di spettacolarizzare anche la morte e di trovare una giustificazione a essa con la superstizione e con qualche storiella degna dei peggiori settimanali scandalistici. Serve a sorridere, finché si scherza. Ma se la faccenda diventa seria dovrebbe essere trattata con serietà.

Accostare un gol di Ramsey alla morte di un vip è un tentativo folkloristico di fare notizia e raccogliere qualche risata. Il calciatore gallese da Settembre a oggi ha già segnato 4 gol. Dietro questa storiella ormai consolidata c’è sicuramente una serie di curiose coincidenze, la voglia di fare sensazionalismo e la voglia di rovinare l’aspetto mediatico di un buon calciatore dell’Arsenal. Ramsey è un centrocampista offensivo, che in una stagione ha possibilità di andare in doppia cifra e di segnare almeno un gol al mese. Se poi il giorno dopo muore qualcuno mica è perché l’Arsenal ha gonfiato la rete. In tutto questo i giornali inglesi non riportano nemmeno una riga della “maledizione”. Già, maledizione.