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La top 10 degli ex del ‘clasico’

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È il weekend di Real Madrid-Barcellona, è il weekend del Clásico. Partita di rivalità, fascino e passione, partita di storia, politica e di un’atmosfera unica, è la partita di giocatori che hanno lasciato un ricordo indelebile nel nostro gioco, di fenomeni e leggende che il calcio ha ammirato con occhi sbalorditi.
Questi campioni hanno fatto la storia dell’uno e dell’altro club entrando nel cuore dei tifosi blancos o blaugrana. Ma ci sono dei giocatori che hanno vestito entrambe le maglie, sono tanti e alcuni nomi sono illustri: noi di Blogdicalcio abbiamo segnato i dieci giocatori più forti ad aver giocato sia al Real Madrid che al Barcellona.

Fonte: Centrocampista.com
Fonte: Centrocampista.com

10 Nando Muñoz
Andaluso cresciuto nel Siviglia, divenne uno dei perni della difesa del Barcellona Dream Team allenato da Johan Cruyff. Con il Barcellona ha vinto tutto, due campionati spagnoli e la Coppa dei Campioni del ’91 in finale con la Samp nonché primo successo stellato della società catalana. Nel ’92 però il Siviglia esercitò un diritto di ricompera e dopo aver pagato una clausola rescissoria Muñoz firmò immediatamente un contratto col Real Madrid dove restò fino al 1996. In quello stesso anno però il Real Madrid perse la Liga proprio all’ultima giornata e il campionato andò proprio al Barcellona.

Fonte: Lista de futbol.com
Fonte: Lista de futbol.com

9 Robert Prosinecki
L’attuale tecnico dell’Azerbaigian è stato un centrocampista di talent dell’ex nazionale jugoslava. Vero e proprio giramondo in pieno stile balcanico, approdò dalla Stella Rossa al Real Madrid nell’estate del 1991sotto la guida del serbo Radomir Antic. Tanti, troppi infortuni muscolari per un giocatore che è riuscito a collezionare in 4 stagioni appena 55 presenze condite da 10 gol. Seguirà Antic anche al Real Oviedo dove giocherà una sola stagione; poi terminata l’esperienza nelle asturie andrà proprio al Barcellona senza alsciare ricordi indelebili.

Fonte: Futbolia.com
Fonte: Futbolia.com
8 Javier Pedro Saviola
Dopo aver incantato in Argentina con la maglia del River Plate con il quale esordì a soli 16 anni sotto gli ordini di Ramón Diaz, il Barcellona lo compra per una cifra vicina ai 60 miliardi delle vecchie lire e il ragazzo riesce a pagare anche le cure per una malattia del padre. Con la maglia blaugrana il “Conejo” riesce a segnare ben 49 gol, poi gira in prestito per due anni tra Siviglia e Monaco e ritorna al Camp Nou. Finito il suo contratto col Barça Saviola firma col Real Madrid ma il pessimo rapporto con l’allenatore Schuster non lo fa rendere al meglio.

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Fonte: 20minutos.es
Fonte: 20minutos.es
7 Bernd Schuster
E proprio Bernd Schuster compare nella lista dei nomi illustri dei giocatori che hanno vestito entrambe le magliette. Anche il tedesco fa prima tappa al Camp Nou dove arriva da fresco vincitore degli Europei 1908 con la Germania Ovest. Con il Barcellona Schuster giocherà per 9 stagioni divenendo uno dei simboli del Barça ma andrà via proprio all’inizio dell’era Cruyff. Il suo trasferimento al Real Madrid nell’estate del 1988 fece molto rumore in Spagna ma lui si integrò in fretta con i nuovi compagni trovando un gran feeling con la cosidetta “Quinta del Buitre”, il gruppo guidato dal carismato “Buitre” Emilio Butragueño. Come allenatore ha guidato il Real Madrid nel 2007/08 dove vincerà la Liga e la Supercoppa di Spagna ma verrà esonerato nel dicembre dalla stagione successiva.

Fonte: BBC.com
Fonte: BBC.com
6 Michael Laudrup
Dopo la parentesi più che positiva in Italia con la Juventus Laudrup si trasferì al Barcellona. Giocatore dal tocco sensazionale che con il Barcellona dei sogni di Cruyff vinse quattro campionati consecutivi tra il 1991 ed il ’94 oltre che la Coppa dei Campioni di Wembley già citata. Poi l’arrivo di Romario e l’eccessivo numero di stranieri in casa Barça favorirono la sua cessione. Il suo passaggio al Real Madrid nella stagione 1994/95 ed il conseguente successo in Liga gli permisero di diventare il primo giocatore ad aver vinto cinque campionati spagnoli consecutivi con due squadre diverse.

Fonte: Listadefutbol.com
Fonte: Listadefutbol.com
5 Gheorghe Hagi
Le sue gesta da campione con la Steaua Bucarest gli valsero il soprannome di “Futbolista de rasa” e un contratto con il Real Madrid. Il giocatore più forte della storia del calcio rumeno ha giocato per tre stagioni con le merengues ed il suo gol da oltre 50 metri contro l’Osasuna è entrato nella leggenda della Liga. Dopo la parentesi italiana al Brescia Hagi ha vestito la maglia del Barcellona con la quale ha trovato però solamente 7 centri. Finita la parentesi blaugrana diventerà la bandiera del Galatasaray.

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Fonte: MySportstoday.com
Fonte: MySportstoday.com

4 Samuel Eto’o

Il Real Madrid lo pesca in Camerun ma non sembra credere realmente in lui. Fa la trafila delle giovanili col Real Madrid Castilla, va in prestito al Leganes e all’Espanyol e poi ceduto a saldo al Mallorca. L’esperienza nelle Baleari trasforma l’attaccante camerunense che dopo 4 stagioni con i Barralets si va a giocare le sue chance nel Barcellona di Rijkaard. Al Camp Nou diventa presto un idolo e segnerà un’epoca: vince la Champions League del 2006 e quella del 2009 segnando in totale 107 gol in 144 partite col Barça. Non un giocatore, una macchina da gol; perfetto per fare reparto con campioni del calibro di Ronaldinho, Henry e Messi. Sarà il più grande rimpianto della storia recente del Real Madrid e assieme a Drogba il calciatore africano più forte di sempre. Spesso nei suoi festeggiamenti ha alzato cori contro il Real.

Fote: Listadefutbol
Fote: Listadefutbol
3 Luis Enrique
L’attuale allenatore del Barcellona si è affacciato al grande calcio proprio con la camiseta blanca. Gli esordi più che positivi con lo Sporting Gijon, squadra della sua città, aveva attirato l’attenzione del presidente Ramón Mendoza, ben disposto a spendere pesetas per rafforzare il suo Real. Al Bernabeu verrà trasformato da punta a esterno mancino o mezz’ala e in poco tempo si guadagnerà la convocazione della nazionale spagnola fino ad andare ai Mondiali di USA ’94. Il nuovo presidente Sanz però non crede in lui e dopo qualche problema col rinnovo del contratto Luis Enrique firma col Barcellona. Al Camp Nou arriva nel ’96 e chiude la propria carriera da calciatore nel 2004 dopo esser stato leader e trascinatore di una squadra fortissima. Come allenatore ha guidato il Barcellona B e dopo le parentesi con Roma e Celta Vigo ha preso le redini della prima squadra del Barcellona dove ha vinto la Champions League scorsa.

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Fonte: 20minutos.es
Fonte: 20minutos.es
2 Ronaldo
Tutto fuorché un giocatore normale. La leggenda di Ronaldo Il Fenomeno la conosciamo tutti e il calciatore non ha bisogno di alcuna presentazione. Il Barcellona lo preleva dal PSV Eindhoven, squadra più lesta a notare le sue gesta atletiche sovrannaturali in Brasile dove giocava con la maglia del Cruzeiro. In blaugrana gioca una stagione sola ma segna 34 gol in 37 partite prima di essere ceduto, con tantissimi rimpianti, all’Inter. Dopo la meravigliosa parentesi nerazzurra chiusasi con il triste 5 maggio 2002, Ronaldo cambia aria e approda al Real Madrid dove vince subito il pallone d’oro. 87 gol in 127 partite incoronano una parte di carriera sensazionale dove il Fenomeno riesce a dare continuità ai capolavori fatti con l’Inter. Così come Maradona e Ibrahimovic non ha mai vinto la Champions League.

Fonte: sportsrants.com
Fonte: sportsrants.com
1 Luis Figo
Al primo posto c’è Luis Figo, sicuramente meno divino rispetto a Ronaldo ma il suo trasferimento da Barcellona a Madrid è stato uno dei bocconi più amari che hanno dovuto ingoiare i tifosi catalani. Gioca al Barcellona dal 1995 al 2000 in una squadra che è un connubio di campioni: assieme a Fernando Couto forma l’anima portoghese di una squadra che sembra destinata a vincere qualsiasi cosa ma nell’estate del 2000 il Real Madrid fresco campione d’Europa preleva il Paso doble più famoso del mondo e lo porta al Bernabeu per 62 milioni di euro. Da capitano del Barça a 10 del Real in una sola estate, un trasferimento tra i più famosi della storia del calcio, una vera bomba scoppiata nell’animo del Clásico tantoché nella partita del Camp Nou del 2002/03 fu sfiorato da una testa di maiale lanciata dagli spalti mentre si incamminava verso la bandierina per un corner.