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L’altra vita di Lorenzo Insigne

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Lorenzo Insigne, lo sappiamo tutti, non ha bisogno di presentazioni. Del suo talento indiscusso, del suo peso nel Napoli di Sarri e nella Nazionale di Antonio Conte non serve parlarne. Lo dicono i fatti, i numeri, le statistiche. E quel sogno del 10 sulla maglia celeste che pesa come un macigno. La proposta di dare a Lorenzo Insigne la maglia di Maradona è stata lanciata dall’ex presidente che acquistò Diego nel lontano 1984 e decise di ritirare la maglia sedici anni dopo, in suo onore. Corrado Ferlaino l’aveva dichiarato durante il programma televisivo Tutti in campo a Canale 9, esaltando il ragazzo di Frattamaggiore, assoluto protagonista del Napoli in questa prima parte di campionato.

La sfortuna ha fermato Lorenzo durante il ritiro con la Nazionale di Conte una settimana fa: l’attaccante napoletano è tornato a casa per problemi al ginocchio destro, saltando la partita con l’Azerbaijan e la Norvegia, valide per la qualificazione a Euro 2016. Al suo posto è stato convocato il milanista Bonaventura.

Ma Lorenzo Insigne non è soltanto questo, quello di cui parlano i giornali o le trasmissioni televisive nel 2015. È molto altro, di più, e ha da racontare tante altre piccole curiosità.

Quello che nessuno sa, forse, è che Lorenzo ha tre fratelli: Roberto, Marco e Antonio, anch’essi calciatori.
Il 31 dicembre 2012 si è sposato con Genoveffa Darone, dalla quale ha avuto due figli: il primogenito Carmine, nato il 4 aprile 2013, e Christian, nato il 13 marzo 2015.

Nel 2006, a soli 15 anni, entra a far parte del settore giovanile del Napoli, che lo acquista dal’Olimpia Sant’Arpino per la cifra di 1 500 euro. Il presidente dell’Olimpia, Orazio Vitale, ci ha raccontato alcuni aneddoti: a 7 anni Lorenzo Insigne comincia a giocare per la società, ma era già un fenomeno. “L’abbiamo sempre tenuto con i piedi per terra, è sempre stato un ragazzo tranquillo che amava giocare a calcio e ben voluto da tutti, faceva squadra ed era altruista. Il talento di Lorenzo era conosciuto anche dai più piccoli, i bambini si facevano autografare il cartellino da lui, perché anche a 7 anni sapevano che sarebbe diventato un campione. Durante i molti tornei ai quali partecipavamo come società, c’erano scuole calcio da tutte Italia, dalla Sicilia, dall’Emilia, e tutti lo vedevano, se lo prendevano in braccio come fosse un eroe, un campione, e facevano la foto con lui”.

Ha sempre avuto un carattere tranquillo, non ha mai dato “problemi”. Anche se il talento indiscusso e la grande bravura potevano un po’ metterlo in difficoltà soprattutto con amici e compagni. Anche nei rapporti, d’amicizia, d’affetto, familiari, Lorenzo è sempre stato un esempio per gli altri. “Darlo al Napoli è stato un affare, per lui e per il suo futuro. Raggiungere il massimo rimanendo a casa: lui non si è perso, è rimasto con la famiglia. Se andava al Torino, per esempio, era lontano e si poteva perdere. Lui era molto attaccato alla famiglia, quando facevamo i tornei fuori e andavamo negli alberghi, ad esempio, lui voleva stare con me, perché ero un punto di riferimento, come la sua famiglia”, continua Orazio Vitale.

Il Napoli, poi, quando decise di comprarlo ad un prezzo anche abbastanza irrisorio, fece il grande colpo: “Parecchie società non lo prendevano perché era basso: ha fatto provini con l’Inter, il Torino, e portarlo fuori regione aveva un costo. Il Napoli l’ha preso perché non costava nulla, pagandolo 1500, non portava spese perché la sera, insomma, tornava a casa e non spendeva niente né costava alla società. Per noi il successo di Lorenzo Insigne non è una sorpresa. Lo sapevamo, ce lo aspettavamo. Se lo fanno giocare nel suo ruolo, quello di quando era piccolo, è un fenomeno. E ora gli vogliono dare anche il 10.

A Napoli, nel 2008 esordisce nella squadra Primavera, con cui realizza 15 reti nel torneo 2009-2010 di categoria e disputa il Torneo di Viareggio 2010, nel quale mette a segno due gol.

Il resto lo sappiamo.