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Le enormi contraddizioni del sistema dei ripescaggi in Lega Pro

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Caos in Lega Pro per i ripescaggi dalla Serie D all’ultimo campionato professionistico. Proviamo a fare un po’ di ordine e a sbrogliare una matassa molto complicata da fidejussioni, ricorsi contro il fondo perduto e classifiche varie. La Lega Pro 2014-2015 era composta da tre gironi a 20 squadre, per un totale di 60 squadre. L’organico del campionato era dunque composto da 60 squadre, e da regolamento per cambiare la formula numerica dei gironi serve almeno un anno di anticipo. Di conseguenza, almeno secondo le formalità, non si potrebbe quest’anno avere una Lega Pro a meno di 60 squadre.

Attualmente le squadre regolarmente iscritte sono 51, a cui vanno aggiunte le ripescate Albinoleffe e Pordenone, per arrivare a 53 squadre complessive. La soluzione più ovvia sarebbe passare a 3 gironi da 18, per un totale di 54 squadre, e sembra la possibilità più concreta. Rimane però quel cavillo detto prima, che qualche società potrebbe impugnare, ma si potrebbe trovare facilmente l’escamotage burocratico. Anche perché, almeno ad oggi, sembra impensabile la possibilità di ripescare addirittura altre 7 squadre.

Il paradosso più grande è il seguente: Pordenone e Albinoleffe hanno dovuto presentare la domanda di ripescaggio, allegando la tassa d’iscrizione, la fidejussione ed il discusso fondo perduto. Alcune squadre avevano anche presentato domanda per evitare di pagare le 500.000 Euro di fondo perduto, ma il ricorso è stato respinto. Adesso però l’ultima squadra, la cinquantaquattresima che completerà i tre gironi da 18, non è tenuta a pagare anche il fondo perduto. Non si tratterebbe di ripescaggio, perché l’istanza di ripescaggio è già stata respinta.

L’ultimo comunicato ufficiale della FIGC delibera che: “le società aventi diritto, in base all’apposita graduatoria, dovranno manifestare il proprio interesse nei prossimi giorni”. Le prime 4 società che avevano presentato domanda di ripescaggio sono:
1) Sestri Levante
2) Monopoli
3) Fano
4) Taranto.

Adesso dovranno ripresentare nuovamente domanda di riammissione, per la quale sembra, ma ancora manca l’ufficialità, che non servirà il fondo perduto. L’ordine è quello elencato sopra, ma non è detto che verrà rispettato: saranno presi in esame altri parametri, tra cui quello sullo stadio, per il quale però è prevista una deroga di un anno dal momento dell’iscrizione. Il Sestri Levante aveva già rinunciato alla domanda di ripescaggio, rimangono le altre in corsa. In un caos pazzesco, magari senza fondo perduto. Ma è questo il futuro che immaginavamo per la nostra Lega Pro qualche anno fa?