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Le (strane) scelte di Allegri

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FOTO IOTTI/INFOPHOTO

Il pari della Juve in terra tedesca regala comunque un sorriso ai tifosi bianconeri, che vedono sempre più vicina la prospettiva di qualificazione al turno successivo. I punti da conquistare sul Siviglia saranno soltanto due, con il Borussia Monchengladbach di fatto escluso dai giochi a priori, visto che ha solo due punti in classifica ad oggi. La squadra bianconera parte benino, poi prende gol su una stupidata difensiva di Chiellini, soffre e rischia di prendere anche il raddoppio, ma trova il pari su una genialata di Pogba che mette in porta Lichtsteiner. L’uomo dal cuore grande, verrebbe da dire.

Oltre la trasferta tutt’altro che negativa in Germania c’è di più. L’analisi del momento della Juve e della squadra vista nelle ultime due partite (Torino e Borussia) è quella di una squadra con le idee confuse ma comunque in ripresa. È vero, come si sa, che non può piovere per sempre ma bisognerà capire con il tempo quanta acqua ha imbarcato la nave da crociera guidata da Allegri prima di iniziare la rincorsa. Al momento rimangono perplessità e dubbi sulla gestione della rosa da parte dell’allenatore bianconero. Hernanes passa con disinvoltura dal ruolo di regista arretrato a quello di trequartista, con il medesimo compito tattico: fare gioco, dispensare palloni. Poi si fa buttare fuori con una facilità quasi disarmante, come se nulla fosse. A Monchengladbach ha ragione Allegri, ma sceglie di lasciare fuori Alex Sandro, Barzagli e Cuadrado, i tre calciatori più in forma del momento. Almeno stando a quello che si vede in campo. La squadra cambia modulo a partita in corso, è camaleontica tanto da rischiare di mandare in confusione gli stessi calciatori. Cambia modulo anche nel giro di qualche partita, cambia interpreti, perde certezze, non riesce a lavorare su un 11 definitivo. È la scelta di Allegri, o la confusione. A maggio l’ardua sentenza.