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L’Inter è cambiata, con Jovetic e una birra

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Le differenza tra l’Inter vista contro l’Atalanta e l’Inter apatica dell’anno scorso è ricercabile negli ultimi 5 minuti della partita contro i bergamaschi. Un assedio a suon di calci d’angolo in serie spinto da un pubblico che da tanto tempo non vedeva l’Inter così animata. Animata nel senso che la squadra pare abbia finalmente un’anima, ma animata pure nel senso che la partita con l’Atalanta sembra un cartone che i bambini guarderebbero volentieri anche solo per il lieto fine, a coronamento di una trama da film: un popolo arrabbiato che gioisce al gol di uno che sulla maglia ha il numero di chi fino a qualche secondo prima veniva rimpianto. È un po’ contorta come storia, ma non sarebbe da Inter se non fosse una trama ‘pazza’.

Se le partite durassero solo 90 minuti e non ci fosse il recupero, direi che Inter-Atalanta è stata la replica di Inter-Torino dell’anno scorso: Inter volitiva ma inefficace. Considerando il recupero però, si capisce cos’è cambiato fra l’Inter dell’anno scorso e la prima Inter di quest’anno: una birra.
In Inter-Torino l’anno scorso segnó Moretti al 92′.
In Inter-Atalanta quando Jovetic segna al 93′ gli unici strascichi di quella brutta Inter e di “Moretti”, sono ricercabili nello sguardo ubriacato di Sportiello mentre guarda la palla insaccarsi in rete.

Per far bene, oltre all’assetto tattico, la programmazione e bla bla bla serve qualcuno capace di fare cose importanti con la palla, un numero 10.
Guardando Inter-Atalanta, direi che il 10 l’Inter l’ha trovato.

Perché qui non si tratta solo di birra, si tratta di 10 calciatori più il numero 10 che in 95 minuti hanno spazzato via il disinnamoramento e lo scetticismo che da troppi anni ormai aleggiavano sull’Inter; la rabbia causata da una squadra ingenua e “ubriacata” da qualche Moretti di troppo.
È chiaro che dopo Inter-Atalanta l’Inter dovrà giocare altre 37 partite, ma finalmente, anche solo per una partita, si può dire che l’Inter ha vinto e ha vinto bene. Chissenefrega dei tanti che dicono “ma i difensori dell’Atalanta sono stati polli”, o “l’Inter ha vinto solo grazie ad un tiro da fuori”. Quando hai un 10 una vittoria del genere non è solo occasionale e casuale, ma devi metterla in conto. Perché quando hai un 10, hai qualcuno capace di fartele vincere così le partite.
L’Inter, adesso, il suo 10 in campo ce l’ha e si chiama Jovetic, e c’è motivo di pensare che di cose del genere ne farà vedere altre, perché al 93′ JoJo ha acceso la console, ha impugnato il JoJoystick e ha fatto un gol da Playstation, come solo i 10 e chi sa usare un joistick sanno fare.

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È chiaro che l’esaltazione per una vittoria arrivata contro una provinciale in 10 uomini non dovrebbe essere tanta, e che ancora restano da giocare 37 partite, ma ora gli interisti hanno DIECI motivi per sorridere, e rinnamorarsi.

Molti diranno che la vittoria con l’Atalanta è stata solo frutto di un occasionale tiro da fuori, ma è il gioco delle parti e di chi, dopo la preseason, forse non si aspettava un avvio così da parte dell’Inter. Il cammino è ancora lungo, all’Inter mancano ancora 37 punti per raggiungere quota salvezza; sembrava questo l’obiettivo che assegnavano all’Inter dopo il Trofeo Tim. Per una sera, invece, la birra l’hanno bevuta gli altri, l’Inter è stata sobria come una grande squadra sa fare, e come chi preferisce ubriacarsi con la carica di San Siro e con un gol del 10, altro che Moretti. Nei primi 3 punti intanto c’è la firma del 10. Anzi, metteteci un trattino e facciamo 1-0, per l’Inter.