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Ma qualcosa ancora manca

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“Buon campionato a tutti” ve l’hanno già detto in tanti, in tutte le salse e in ogni modo possibile. Condito da frasi romantiche sul calcio, foto di palloni e attaccanti fortissimi pronti a spaccare tutto, e anche qualcosa che non riusciamo a spiegarci. L’emozione del campo, l’odore degli spalti, i tornelli che vanno a rilento, la sterile lotta tra Sky e Mediaset Premium, le immagini che rimbalzano, la prima polemica arbitrale e tutte quelle che seguiranno, i primi scempi, i gol più belli e i cartellini rossi per le entrate criminali. Vi è mancato tutto, lo sappiamo già. E l’excursus sul romanticismo del calcio finisce qui, almeno per noi. Ma cosa vi continuerà a mancare?

Vi mancheranno quei calciatori che hanno fatto sognare i ventenni di oggi, che a fine Agosto erano sempre con la stessa maglia. Totti no, magari non sarà titolare, ma ci sarà. Ma i vari Zanetti, Del Piero e Maldini, no. Vi mancheranno, come vi mancano ogni volta da qualche anno. Vi mancherà la prima giornata giocata dalla squadra campione d’Italia, ma non è poi così importante. Le conferenze stampa di Ranieri, Malesani e Delneri: qualche risata sogghignata, e un pizzico di folclore dove il calcio sembra essere diventato business. Sembra, appunto. A qualcuno mancherà la radiolina, ora che lo streaming ha definitivamente annientato l’abitudine di un’epoca calcistica e non solo. Ad altri la schedina del totocalcio, nell’era delle scommesse online. Gli interventi di Montero, i salti di Cordoba, gli occhiali di Davids, la freddezza di Sheva e qualche realtà qua e là scomparsa: il Lecce di Chevanton che si salva in extremis, la Reggina di Ciccio Cozza. E il Parma, che comincerà tra qualche settimana sui campi di provincia. Bentornata Serie A, c’eri mancata più di tutto.