Home Blog Page 2

Occasioni in Lega Pro: 14 giocatori in scadenza di contratto

0

Gianluca Lapadula rappresenta solo l’ultimo dei calciatori partiti dalle categorie inferiori ed arrivati dopo una lunga, estenuante ma preziosa gavetta nel calcio che conta. La provincia come scuola di calcio e scuola di vita, eppure spesso dimenticata. Molti dei giocatori che andremo ad elencare sono giovani in rampa di lancio, pronti ad un grande salto in cadetteria o ad un campionato di vertice in uno dei 3 gironi di Lega Pro, ma ce ne sono anche di esperti, desiderosi di togliersi tante altre soddisfazioni prima di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo. Vere e proprie occasioni, dato che dal 1° luglio saranno ufficialmente svincolati e saranno liberi di accettare le proposte loro più congeniali.

Matteo Chinellato
La stagione a Cuneo è terminata con la retrocessione, tuttavia il centravanti classe ’91 di proprietà del Milan con le sue 12 reti totali è riuscito a rilanciarsi dopo diverse stagioni altalenanti, alcune innocue apparizioni a Milanello ed un campionato Primavera vinto con il Genoa di Perin ed El Shaarawy, e ad attirare l’attenzione di varie squadre, anche di B, visto che fra poco più di una settimana sarà libero di legarsi ad un nuovo club. 188 centimetri che abbinano fisicità ed intelligenza tattica, la Cremonese attualmente è in pole per aggiudicarselo, disperatamente in cerca di un erede del partente bomber Brighenti.

Juri Gonzi
Anche Gonzi è in un certo qual modo legato a Cuneo, squadra che lo ha prelevato nel 2013 dalle giovanili del Siena per poi cederlo dopo un anno alla sua società attuale, il Mantova. Nell’immediato futuro del centrocampista russo classe ’94 però si profila un nuovo cambio di maglia, il tornante destro tuttofare autore di 5 reti quest’anno è una delle rivelazioni del girone A della Lega Pro ed è stato fortemente sondato da diversi club di B e Lega Pro.

Manuel Marras
Uno dei protagonisti della memorabile cavalcata dell’Alessandria in Coppa Italia. Marras, classe ’93 grande amico di Mimmo Criscito, è stato l’eroe del Marassi, con quel gol e quell’assist decisivi nell’ottavo di finale contro il Genoa, squadra che ha imparato a tifare da bambino seguendo il proprio padre in curva, e lo ha fatto nascere calcisticamente tra le proprie fila per poi scartarlo superficialmente. Da lì un prolungato girovagare tra La Spezia, Rimini, Savona e Sudtirol, fino ad Alessandria, città che dopo una stagione esaltante sembra ormai incapace di trattenerlo.

Luca Tremolada
Il trequartista scuola Inter ad Arezzo ha disputato la sua migliore stagione in carriera, sfoderando colpi di gran classe. Doti di rifinitore eccellenti e risapute, confermate dai 7 assist totali, ma Tremolada quest’anno ha stupito per la finalizzazione: 10 reti, tutte di pregevole fattura, grazie a delle doti balistiche fuori dal comune, a conferma di quanto questo ragazzo possa proseguire il proprio percorso di crescita in campionati sempre più prestigiosi.

Salvatore Sandomenico
In questi anni si è affermato come uno dei giocatori più forti dell’intera Lega Pro, più di 20 gol nelle ultime due stagioni per l’esterno d’attacco napoletano(quest’anno con i suoi 13 gol è stato il terzo cannoniere del girone centrale). L’annata con L’Aquila è terminata con una inaspettata sconfitta ai playout, e a Sandomenico, uno dei famosi 300 tesserati del Parma del 2013, la D non può che stargli stretta.

Francesco Dettori
Il faro della Carrarese ha dimostrato tutto il proprio valore nella fase di regia, ed ha segnato anche diversi gol su tiri da lontano. Il talento dell’ex Pescara e Chievo è fuori discussione, sprecato per la Lega Pro, chissà che qualche squadra di B non possa decidere di puntare su di lui nonostante le 33 primavere.

Alessio Campagnacci
Difficile che l’ex giocatore di Perugia, Giulianova e Reggina rinnovi col Benevento. Campagnacci, nonostante quest’anno non abbia vissuto una stagione particolarmente esaltante, soprattutto a causa di alcuni infortuni, è indubbiamente uno degli attaccanti più ambiti della categoria per rapidità e doti tecniche, ha diverse richieste in Lega Pro e sposerà il progetto più allettante.

Davide Moscardelli
L’antidivo per eccellenza è pronto ad una nuova avventura. I due anni a Lecce non sono andati secondo le previsioni: numeri di alta classe, sprazzi di spettacolo, sempre in doppia cifra, ma anche forma fisica non sempre ottimale e prestazioni altalenanti, il risultato è che i salentini hanno mancato di nuovo il tanto atteso ritorno in cadetteria. 36 anni sulle spalle, barba sempre più lunga, il Mosca può fare ancora la differenza, chi lo prenderà farà un affare.

Cosimo Chiricò
L’esterno salentino è arrivato a gennaio al Foggia dal Prato ed è subito diventato un punto fermo di Roberto De Zerbi. A parte qualche alto e basso di troppo, si tratta di un talento puro, uno di quei calciatori talmente imprevedibili da non riuscire a comprendere il motivo per cui non giochi almeno in Serie B. Improbabile per ora la permanenza in Puglia, nonostante la conferma sulla panchina del mentore dell’artefice del gioco più bello e divertente della Lega Pro, Lo Monaco sta facendo di tutto per portarlo a Catania, ma Chiricò è cercato da mezzo stivale.

Simone Ciancio
Il terzino che piace a tutti. Ha già fatto le valigie, al Cosenza ha chiesto almeno due anni di contratto, ma i calabresi sono tuttora fermi su una proposta di rinnovo annuale. Calciatore esperto cresciuto nella Sampdoria che può vantare esperienza in B con Juve Stabia e Cittadella, molto bravo in entrambe le fasi, l’asta è partita, vedremo chi se lo aggiudicherà.

Sergio Contessa
Altro terzino di tutto rilievo, di qualche anno più giovane e maggiormente di spinta e votato all’attacco del precedente. Ben 9 gli assist in stagione con la Juve Stabia, i suoi cross col mancino sono quelli che vorrebbero raccogliere tutti gli attaccanti, a volte può bastare davvero poco per buttarla dentro.

Alain Baclet
L’eroe dei playout contro il Melfi lascerà sicuramente il Martina Franca. I suoi 13 centri, le sue capacità da leader e qualità, gli hanno permesso di rilanciarsi dopo la deludente esperienza con la Pro Patria, e gli garantiranno un posto nell’attacco di una big.

Sergio Viotti

Anche lui ha giocato l’ultima stagione a Martina Franca: portiere con un passato in A e B, nonostante l’età tutto sommato ancora giovane. Già a Gennaio era conteso da tanti club di Serie B e potrebbe provare il salto di categoria, dopo un campionato straordinario giocato in Valle d’Itria. Serie B o big di uno dei tre gironi.

Daniel Onescu
Esterno di centrocampo e d’attacco, ha giocato con la Fidelis Andria nell’ultima stagione ma non ha ancora rinnovato. Calciatore duttile, capace di fare tutta la fascia. Può essere una buona soluzione per le squadre che giocano con il centrocampo a 5.

Premier League, 6 giocatori under-23 che servirebbero alle italiane

0
Foto: Harry Kane (Gareth Copley/Getty Images Europe)

La redazione di Blogdicalcio.it ha selezionato 6 giocatori under-23 provenienti dalla Premier League che per varie ragioni rappresenterebbero degli ottimi affari per le squadre italiane.

Harry Kane, Tottenham
L’attaccante ventiduenne nella passata stagione ha confermato le proprie abilità, superando per il secondo anno consecutivo la quota di venti marcature stagionali. Più di esplosione sarebbe opportuno parlare di conferma e alla luce di ciò le italiane dovrebbero per lo meno farci un pensierino. Sia chiaro che visto l’aumento di valore a cui il giocatore è andato incontro, si tratterebbe di un potenziale acquisto solo per le big, Juventus in primis, considerata la partenza ormai sicura di Morata. Ma occhio anche a Inter e Roma, soprattutto in caso di partenze di Icardi e Dzeko.

John Stones, Everton
Per il giovane difensore si preannuncia un’altra estate infuocata in chiave mercato. Dopo aver visto saltare il proprio trasferimento al Chelsea per un soffio nella passata stagione, da qualche settimana in Inghilterra si parla di un interessamento da Manchester, sponda City, con il nuovo tecnico Per Guardiola fortemente deciso a portare il giocatore all’ombra dell’Ethiad Stadium. Ma fino ad oggi si è trattato solo di voci, ecco perché le italiane potrebbero ancora fiondarsi sul giocatore, ma data l’importanza economica del trasferimento solo in caso di partenze illustri nel reparto arretrato.

Ross Barkley, Everton
Anche lui talentuoso giocatore dell’Everton e impegnato con la selezione inglese agli Europei. Si tratta di un giocatore che per fisico ricorda il gallese Gareth Bale e non è un caso che lo stesso ct Roy Hodgson lo stia provando in allenamento in un ruolo simile a quello del giocatore del Real Madrid, seppur con le dovute differenze.

Memphis Depay, Manchester United
L’ala sinistra olandese è stata inserita da Mourinho nella lista dei giocatori cedibili. Il tecnico portoghese gli rimprovera un rendimento non all’altezza delle aspettative e scarsa solidità dal punto di vista mentale. Ecco perché le italiane potrebbero fiondarsi sul giocatore, in fondo si tratterebbe di un acquisto a prezzo di saldo, ma dal buon potenziale.

Kurt Zouma, Chelsea
Il giovane difensore ventunenne, attualmente infortunato, all’indomani del suo trasferimento al Chelsea datato inverno 2014 ma concretizzatosi l’estate successiva ha inizialmente patito il peso dei 14 milioni versati dai blues al Saint-Etienne per assicurarsi le sue prestazioni. Dopo le difficoltà iniziali il francesino ha mostrato netti miglioramenti, ma ha pur sempre patito la spietata concorrenza nella retroguardia del club inglese. Le italiane potrebbero assicurarsi le sue prestazioni in prestito, ma anche a titolo definitivo.

Alex Oxlade-Chamberlain, Arsenal
L’agile esterno destro inglese, cresciuto nell’Arsenal, nelle ultime stagioni ha vissuto un vistoso calo di rendimento che lo ha pian piano relegato dal campo alla panchina dei gunners. Ecco perché il suo trasferimento, un tempo inimmaginabile, appare tutt’altro che irrealizzabile. Si tratterebbe comunque di un giocatore del buon potenziale e bisognoso di ritrovare solo fiducia in sé stesso.

Scippo in diretta Sky: l’inviato Mangiante nel bel mezzo di un inseguimento (VIDEO)

0

Collegamento turbolento questa mattina a SkySport. L’inviato Angelo Mangiante, collegato da Parigi, riferisce gli ultimi aggiornamenti sugli Europei di calcio, ma si ritrova nel bel mezzo di inseguimento tra un borseggiatore e due poliziotti. Scippo che finisce male, il ladro viene catturato dopo qualche metro.

Euro 2016, i gol più belli delle prime due giornate (VIDEO)

0

Sono 47 le reti realizzate dopo la seconda giornata di partite di Euro 2016. Gol spettacolari che la redazione di Blog di Calcio ha accuratamente selezionato in una rapida rassegna video.

1. Hamsik (in Russia-Slovacchia 1 a 2): Il bolide del centrocampista di Slovacchia e Napoli si infila alle spalle di Akinfeev, dopo aver concluso la sua velenosa parabola prima sul palo e poi in rete. Probabilmente, il gol più bello di questa prima fase di Euro 2016.

2. Modric (in Croazia-Turchia 1 a 0): Impressionante staffilata da fuori area del numero 10 croato, che batte imparabilmente Babacan.

3. Payet (in Francia-Romania 2 a 1): Esecuzione magistrale per preparazione e rapidità di calcio. Il tiro di Payet termina la sua corsa proprio sotto l’incrocio dei pali.

4. Skoda (in Rep. Ceca-Croazia 2 a 2): Bellissima girata di testa su assist altrettanto pregevole di Rosicky. Il gol di Milan Skoda risulterà decisivo per la rimonta della nazionale ceca sulla Croazia.

5. Eder (in Italia-Svezia 1 a 0): Gli azzurri riescono ad avere la meglio su Ibra e compagni con una bella combinazione che sorprende l’attenta difesa svedese: lunga rimessa di Chiellini, precisa sponda di Zaza e perfetto inserimento di Eder, che calcia con grande precisione sul secondo palo. Nulla da fare per Isaksson.

6. Morata (in Spagna-Turchia 3 a 0): L’attaccante castigliano indirizza con classe in porta il cross di Nolito. Il primo gol di Morata spianerà la strada al successo della Spagna sulla Turchia.

7. Giaccherini (in Italia-Belgio 2 a 0): Lo stop magistrale di Giaccherini, su lancio millimetrico di Bonucci, è il gesto tecnico decisivo per la realizzazione del primo gol della Nazionale italiana ad Euro 2016.

8. Dier (in Inghilterra-Russia 1 a 1): Punizione impeccabile del giovane mediano della nazionale inglese. Dier supera la barriera e infila la palla nell’angolo alto alla destra di Akinfeev.

9. Rakitic (in Rep. Ceca-Croazia): Delizioso pallonetto che supera il portiere in uscita. Rakitic mette in mostra tutta la sua sensibilità tecnica nel gol del momentaneo 2 a 0 sulla Repubblica Ceca.

10. Perisic (in Rep.Ceca-Croazia): Il diagonale rasoterra del giocatore croato è potente e preciso, rendendo vano il tuffo di Cech.

Euro2016, Belgio-Irlanda in pillole

0
Foto: Belgium v Republic of Ireland - Group E: UEFA Euro 2016 (AFP)

Alle ore 15.00 e allo stadio Matmut Atlantique di Bordeaux il Belgio ha affrontato l’Irlanda. Da una parte una squadra nel pieno occhio del ciclone dopo l’amara sconfitta patita all’esordio contro l’Italia, dall’altra l’Irlanda galvanizzata dal pareggio contro la Svezia. Il primo tempo è abbastanza monotono con il Belgio che fa la partita, ma che non riesce a trovare spunti offensivi di rilievo. Nella seconda frazione di gara i diavoli rossi guidati da Wilmots trovano la rete dopo soli tre minuti e da quel momento la storia della partita cambia. Dominio belga e risultato finale sul 3-0, decidono Lukaku (doppietta) e Witsel. Blogdicalcio.it vi presenta Belgio-Irlanda in pillole:

#1 TUTTI I LIMITI DI WILMOTS
Per l’ennesima volta Marc Wilmots ha dimostrato tutti i suoi limiti manageriali. Dopo aver scaricato le colpe della sconfitta contro l’Italia sui propri giocatori, questo pomeriggio è stato incapace di caricare e preparare la squadra a dovere. Risultato: un primo tempo dominato ma sterile e partita decisa dalle individualità. Tutto bene finché si vince, ma l’impronta dell’allenatore dov’è? E intanto in Italia c’è chi si lamenta di Antonio Conte.

#2 ITALIANI SONO CATENACCIARI
Lo stereotipo planetario del calcio made in Italy è il catenaccio, cliché spesso utilizzato dai commissari tecnici avversari per giustificare le proprie sconfitte, si pensi a Wilmots e al post-partita di Belgio-Italia. Fatto sta che c’è chi sa fare di peggio. La distribuzione del possesso palla in Belgio-Irlanda lascia poco spazio all’immaginazione con un tondo 60% belga. Non ditelo a Wilmots.

#3 GOLDEN GENERATION
Il match è stato l’esaltazione della tanto decantata “golden generation” formata da Lukaku, De Bruyne, Carrasco, Hazard, Witsel e compagnia. Il futuro del calcio mondiale è ormai segnato, con un’età media tra coloro che quest’oggi sono scesi in campo tra le fila belga che non arriva a ventisei anni. In Italia qualcuno dovrebbe prendere esempio. Di individualità spesso si vince e il Belgio ha centrato il bingo.

#5 RANDOLPH IL PERDITEMPO
Vero bersaglio della tifoseria belga è stato l’estremo difensore irlandese Darren Randolph, fin dai primi minuti sommerso dai fischi per la costanza con cui ad ogni rimessa dal fondo rosicchiava secondi preziosi. Lui mantenendo il sangue freddo ha continuato a farlo fino a quando ha potuto, ma ciò non gli ha evitato l’imbarcata.

#6 LA FESTA DEL TIFO… E DEGLI STEREOTIPI
Le tanto stereotipate tifoserie di Belgio e Irlanda hanno dato prova del loro calore, tra birra, folletti e annessi e connessi. Sempre vivi dal primo all’ultimo secondo. Da elogiare i verdi d’Irlanda che tra l’euforia iniziale e le lacrime finali hanno sempre sostenuto la propria selezione, nonostante il risultato finale. Si attende ancora il tifo italiano. Da notare il popopo ormai diventato patrimonio universale del tifo.

#7 TUTTO RIMANDATO ALL’ULTIMA GIORNATA
Primato assicurato per l’Italia ma secondo posto ancora da assegnare. Tutto è rimandato alla prossima giornata (mercoledì 22 giugno 2016, ore 21.00) che vedrà l’Italia scendere in campo contro l’Irlanda e il Belgio sfidare Zlatan Ibrahimovic e la sua “umiltà”. A rendere il tutto ancora più infuocato ci penserà la simultaneità dei match. Preparate i barbecue, ci sarà da divertirsi.

Croazia, la rivelazione di Euro 2016 che parla italiano

0
Foto: pagina Facebook Euro 2016

Vince una partita e ne pareggia un’altra (nel finale, dopo averla dominata); sembra essere sempre più la rivelazione di questo Euro 2016: la Croazia stupisce, gioca bene, è solida e fino ad ora ha fatto benissimo. Tra i 23 calciatori croati in Francia ce ne sono addirittura 7 che giocano in Italia, più un potenziale ottavo. La Croazia che convince, e che gioca bene, è una rivelazione “made in Italy”, con un’ossatura costruita nella nostra Serie A.

Al fianco di Rakitic e Modric, che rappresentano i leader tecnici della Croazia, vi sono infatti i rappresentanti di Sassuolo, Fiorentina, Inter, Juventus e Napoli. Vediamo chi sono tutti gli “italiani” croati:

1) Brozovic (Inter): in nazionale gioca mezz’ala destra, ma come abbiamo visto in lungo e in largo quest’anno, #EpicBrozo gioca a tutto campo con qualità

2) Perisic (Inter): in nazionale gioca mezz’ala sinistra, ha pagato lo scotto di un ambientamento un pò troppo lungo all’inter, gol e assist non sono mancati in finale di stagione

3) Mandzukic (Juventus): Prima punta titolare, centravanti di centimetri e spessore, canta e porta la croce, il sogno di ogni allenatore

4) Strinic (Napoli): Mai titolare a Napoli, ha trovato il posto fisso da terzino sinistro in nazionale

5) Badelj (Fiorentina): perno per Paulo Sousa, idem in nazionale in coppia con Modric

6) N. Kalinic (Fiorentina): riserva di Mandzukic in nazionale, di riflesso all’opaco finale di stagione

7) Vrsaliko (Sassuolo): il miglior terzino destro della serie A, riserva in nazionale, ci auguriamo possa mostrare il suo valore in Francia quanto prima

L’ottavo potenziale “italo-croato”, potrebbe essere Kovacic, il quale è al centro delle voci di mercato tra Milan e Juve. Ci ricordiamo del suo immenso patrimonio tecnico espresso a tratti in neroazzurro, e delle panchine in Champions League col Real, compresa la notte della finale proprio nella sua Milano, ma davanti a lui vi sono giocatori ben più maturi come Kroos e Modric.

Oggi si gioca Repubblica Ceca – Croazia, ma si legge Italia
Mateo Kovacic (22 anni) in nazionale

Quello che fa specie però, è vederlo preferito anche a Casemiro, che a dispetto di Kovacic non dipsone degli stessi mezzi tecnici. Se Morata tornerà al Real, o Pogba vestirà di blancos, pare che in ambo i casi Mateo arriverà sotto la Mole, vediamo se gli italo-croati diverranno 8.

L’antipasto ve lo abbiamo servito, si gioca alle 18, buona partita.

Perché per Antonio Conte Eder è fondamentale

0
In foto: Eder (Dean Mouhtaropoulos/Getty Images Europe)

Tra i tanti argomenti di discussione all’indomani dell’ufficializzazione delle convocazioni di Antonio Conte, la discussione nata dopo la chiamata di Eder fu tra quelli che ebbe più proseliti arrivando, per intenderci, ai livelli di scalpore suscitato dalla scelta di affidare la maglia numero dieci a Thiago Motta. Effettivamente convocare un giocatore in evidente affanno fisico, con un minutaggio pari a sole otto partite giocate dal primo all’ultimo minuto (745 minuti) e che nell’ultima parte della stagione ha manifestato gravi difficoltà nel centrare la porta, come testimonia l’unica rete segnata dopo il suo arrivo all’Inter, sarebbero stati difficile per chiunque. In molti qualche settimana fa gridarono allo scandalo, dubbiosi del fatto che Conte avesse deciso di chiamarlo più per gratitudine piuttosto che spinto da vera necessità tattica. Eppure dati alla mano e la partita di oggi ne è conferma, l’attaccante italo-brasiliano è uno degli uomini chiave di Antonio Conte. E lo dimostra il fatto per cui Conte abbia deciso di confermarlo nonostante l’ingresso di Ciro Immobile nella partita inaugurale contro il Belgio avesse deciso la partita.

Ma perché Eder per il commissario tecnico della Nazionale è un giocatore imprescindibile? Innanzitutto scordiamoci di Eder come attaccante puro. Per Conte avere in campo l’interista significa poter disporre di un giocatore dotato di fiato e in grado di mettere la tipica “pezza” in qualsiasi zona del campo. E la prova di quanto diciamo è data dall’analisi delle heatmap delle due partite della Nazionale. La zona del rettangolo verde in cui Eder è stato più presente è quella centrale, cioè quella circostante al cerchio di metà campo. Ciò dimostra come per Conte, Eder valga come una sorta di Gattuso un tantino più duttile e nelle peggiori delle ipotesi in grado di spezzare il gioco avversario con falli tattici tanto orribili, quanto fondamentali. Basti pensare all’ammonizione guadagnata contro il Belgio, quando con un fallo su Mertens, interruppe un’azione che poteva diventare micidiale per il risultato finale. In altre parole, Eder è quello a cui Conte affida il gioco sporco.

Nonostante ciò, oggi Eder rappresenta una rilevante fonte di palloni per la fase offensiva della Nazionale, che uniti a quelli di Candreva rappresentano comunque un buon punto di partenza. Senza dimenticare quel minimo di qualità offensive che non si possono non riconoscergli e passate inspiegabilmente in secondo piano dopo l’amara parentesi all’Inter. Del resto il gol siglato contro la Svezia ne è una prova. Uno dei colpi di classe dell’italiano consiste proprio nel ricevere palla mentre gioca largo, accentrarsi verso l’area di rigore e trafiggere il portiere con un tiro a giro, siglando quello che potremmo definire il classico gol da Play Station.

E mentre Eder si gusta il proprio quarto d’ora di celebrità, per dirla alla Andy Warhol, l’Italia passa il turno e dimostra, come se ce ne fosse stato bisogno, che nei momenti in cui serve c’è eccome, vestendo i panni di una Nazionale brutta, sporca e cattiva che da oggi pensa in grande.

Euro 2016, 7 chiavi di lettura (semi-serie) a Italia-Svezia

0
Foto: profilo Twitter Euro 2016

Vince l’Italia contro la Svezia e si qualifica ai quarti di finale di Euro 2016. Italia-Svezia viene decisa da un gol di Eder a due minuti dalla fine, dopo 88 minuti di noia e gioco mediocre, da parte di entrambe. Da una parte una squadra che dopo una sola partita sembra già cotta, dall’altra un insieme di 10 calciatori ordinari guidati da Zlatan Ibrahimovic, che però con la difesa azzurra si muove poco e male. Non è stata la migliore prestazione dell’Italia a un Europeo, ma sono tre punti pesantissimi. Le nostre 7 chiavi di lettura (semi-serie) al match di Euro 2016:

#1 PELLE’ MEDIOCRE
Aveva segnato contro il Belgio ed era stato esaltato. Operaio come il Vardy inglese, è un po’ la trasposizione romantica di questa Italia, ma non gioca granché bene. Così come non aveva giocato bene nemmeno contro il Belgio, rete a parte. Spesso fuori dal gioco, si muove male e con la palla tra i piedi sembra giochi a palla avvelenata. Gli manca un pizzico di sicurezza, oltre che la tecnica. Magari sarà decisivo nelle prossime ma gol, e romanticismo, a parte queste prime due partite sono state mediocri.

#2 POCA SVEZIA
Nessun tiro nello specchio della porta, squadra completamente costruita su Zlatan Ibrahimovic, che all’occorrenza fa persino il regista. Questa Svezia è poca cosa, e difficilmente passerà il turno se il Belgio deciderà di fare il Belgio. Vittoria dovuta, quantomeno per i valori in campo. Al contrario di quanto visto con il Belgio.

#3 ZAZA HA CAMBIATO LA PARTITA

Entra, lotta su tutti i palloni, fa la sponda da cui nasce il gol (e ne fa un’altra altrettanto pericolosa), smuove l’attacco: Simone Zaza ha cambiato il match. Tecnicamente non è il fenomeno d’attacco al quale in anni passati eravamo abituati, ma è un signor attaccante. Ci ha messo grinta e abnegazione, e ha toccato quella palla decisiva.

#4 ERA LA PARTITA DI INSIGNE
4 dribbling in tutta la partita per la nazionale di Antonio Conte. Poca fantasia, Candreva un po’ spento e Giaccherini a corrente alternata: era questa la partita per vedere all’opera Lorenzo Insigne. A Conte probabilmente è mancato il coraggio di cambiare il modulo a gara in corso, ma partite del genere si sbloccano con la fantasia. O con una giocata, quando va bene.

#5 LA RIVOLUZIONE DEL NULLA DI THIAGO MOTTA
Altro cambio azzeccato per Conte: Thiago Motta non ha i piedi di Pirlo e non è appariscente nelle verticalizzazioni da paura, ma ha giocato sempre di prima, facendo girare il centrocampo. Rivoluzione tattica a metà campo dettata da qualche passaggio di prima e poco altro. Ma si vince anche così. E quel 10, per quanto sia fuoriposto, risalta.

#6 LA DIFESA
Due vittorie senza subire gol. Blocco Juventus, blocco nazionale, blocco creato da Conte: chiamatelo come volete, ma è l’arma in più di questa squadra. Quando non subisci un tiro in porta pericoloso in due partite solitamente vinci. Solitamente.

#7 EDER

Eroe solitario, dall’accento portoghese. Eder la risolve con una tipica giocata propria: salta due uomini e deposita in rete. Il suo stile, il suo gol. E qui, con buona pace di tutti quanti, ha avuto ragione Conte. E non è la prima volta.

Nell’occhio del ciclone: spunta in rete il video del gestaccio di Pogba (VIDEO)

0

Il gestaccio di Pogba, rivolto alla stampa al momento del gol di Payet a mo’ di sfogo a seguito della cattiva prestazione dell’esordio e le polemiche connesse all’ormai celebre pranzo “in ciabatte”, non era passato inosservato, tuttavia i festeggiamenti per la seconda vittoria consecutiva al photofinish della Francia e le dichiarazioni piuttosto soft del sottosegretario allo sport transalpino avevano in qualche modo ridimensionato la cosa, anche perché si era in possesso esclusivamente di sfocati fermi-immagine e non di video che potessero chiaramente testimoniare l’accaduto. Raiola questa mattina aveva addirittura associato il gesto alla nota Dab Dance, eppure qualche ora fa un account twitter belga ha pubblicato un video inedito che lascia pochi dubbi. Inoltre, è emerso che BeInSports, compagnia televisiva che in Francia detiene i diritti di trasmissione dell’Europeo, abbia provato a censurarlo preventivamente, in modo da evitare strascichi ed ulteriori polemiche. Alla fine però tutto è venuto alla luce, la Francia ora dovrà decidere se squalificare (così come accadde nel 2012 a Nasri dopo un gol all’Inghilterra) o difendere a spada tratta il calciatore più rappresentativo della propria Selezione.

Florenzi spiega perché De Rossi indossa il 16 (VIDEO)

0
Florenzi

La pagina Facebook della Nazionale Italiana di Calcio in questi giorni è molto attiva per non far perdere ai tifosi nemmeno un secondo del ritiro degli Azzurri. Una delle rubriche più seguite è sicuramente quella del QUIZ, in cui i nostri giocatori si sfidano a suon di domande per decretare chi conosce meglio i propri compagni.

L’ultimo video mostra un Alessandro Florenzi, centrocampista della Roma, preparatissimo e attento nel rispondere a tutte le domande. Tra le tante risposte date però, una in particolare svela un retroscena curioso sul suo compagno di reparto e di squadra nella Roma, Daniele De Rossi.

La domanda è stata chiara, e riguardava il motivo del numero di maglia di Capitan Futuro. La risposta tutt’altro che scontata. Andate al minuto 3.30 per scoprire la verità:

Una bella dedica ad un calciatore che ha fatto la storia di questo sport.