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Ridateci la contemporaneità

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(Photo by Claudio Villa - Inter/Getty Images)

Radiolina, o diretta gol in chiave moderna, risultati delle altre squadre, sciarpe ed emozioni. Erano così le ultime giornate di Serie A, storicamente giocate a Maggio. Ricorre oggi l’anniversario del 5 Maggio 2002, storica disfatta dell’Inter a Roma che regalò un insperato scudetto alla Juventus di Lippi, divenuto un punto fondamentale nella storia recente bianconera. L’Inter da prima arrivò terza. Mentre in assoluta contemporaneità si giocavano tutte le gare di quell’ultima giornata di Serie A. La Lega, ieri, ha diramato gli orari dell’ultima giornata di questo campionato: solito spezzatino, niente di nuovo sotto a un Sole più cocente (ma mica tanto).

La Juventus giocherà addirittura di Sabato alle 17.00, una partita che per la Sampdoria potrebbe ancora significare qualcosa, visto che attualmente i blucerchiati non sono salvi (e giocheranno due partite difficili contro Genoa e contro i bianconeri, appunto). Si giocherà in anticipo su tutti l’ultima giornata dei campioni d’Italia. Poi gare il sabato sera, la domenica pomeriggio e la domenica sera. 4 orari diversi, garantendo contemporaneità tra le partite che hanno ancora qualcosa da dire. Il resto è carne di macello di uno spezzatino che, almeno a Maggio, è molto difficile da digerire.

E la mente vaga a quelle ultime giornate giocate in contemporanea, alle 15 della domenica. Quando, pochi anni fa, almeno la contemporaneità dell’ultima giornata era sacra. Un qualcosa da non sacrificare, in nome di nessun Dio, nemmeno di quello denaro. Perché sarebbe stato divertente, anche in questa stagione, vedere un’ultima giornata tutte insieme. Come avviene in Lega Pro, ad esempio, e in Serie D. Ma guardiamo a modelli che non ci appartengono, sacrifichiamo l’ultimo barlume di divertimento in nome di chissà chi o cosa, e poi ci stupiamo ingenuamente quando ci emoziona più il Leicester di qualunque storia del calcio italiano. Molto ingenuamente.