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Riflessione sulla posizione di Keità e sul suo futuro

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Al centro di voci di mercato che lo vogliono lontano da Formello; che si lamenti per il poco utilizzo è ormai cosa nota. In allenamento però, è sembrato sereno, felice. L’esclusione dalla partita di Supercoppa italiana contro la Juventus, anche quando la Lazio era sotto, era un boccone amaro da digerire, ma Keità ha deciso di rispondere sul campo, con una giocata bellissima, che solo chi ha talento da vendere può permettersi. L’ha deciso lui il primo round tra Lazio e Bayer Leverkusen, lo ha deciso con una azione personale, di forza e tecnica, un diagonale preciso che colpisce il palo, giusto il tempo per far rimembrare ai tifosi della Lazio quello di Djordjevic nella finale di Coppa Italia, ma che poi, con esito diverso ha varcato la linea di porta insaccandosi in rete. Giusto il tempo per Keità, di sentire il silenzio e poi il boato dell’Olimpico, prima di poter urlare anche lui, scaricare la rabbia accumulata nelle ultime settimane. Molti lo avevano pensato al suo ingresso in campo. Esce Klose entra Keità, 17 anni di differenza, ruoli diversi, eppure negli occhi la concentrazione di chi sa che cambierà la partita.

A Keità piace giocare la palla a terra, a Keità piace tenere la palla tra i piedi e lo si è visto. Un goal che molti hanno definito da prima punta, ma non è proprio così. Keità ha segnato alla Keità, e in nessun altro modo, perché i giocatori come lui non possono avere una collocazione in campo, sono unici nel loro genere, e sono pochi. Quello che è successo ieri non cambia di certo le sue caratteristiche, non cambia il fatto che alla Lazio serva un centravanti. Le parole di Pioli in conferenza stampa lo confermano. Serve tornare sul mercato, serve comprare un attaccante. Lo spagnolo non è una prima punta, e questo lo si era capito fin da subito, dalla prime uscite stagionali. Ieri Keità Balde Diao, lo ha confermato. Con l’uscita di Klose la Lazio si è abbassata e non riusciva a ripartire. Lo spagnolo ha lottato, ma i lanci verso di lui, erano la maggior parte delle volte preda dei difensori del Bayer Leverkusen. Cambia però altre cose. Può essere la rete della rinascita, quella che può dare un senso diverso alla stagione che sta per iniziare, sia per la Lazio sia per Keità. Classe 95′, prima stagione con exploit, la seconda invece da dimenticare. Questo può essere l’anno del Keità 3.0, e privarsi di un giocatore così significherebbe per la Lazio solo tirarsi la zappa sui piedi.