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Romagnoli-Ely, la meglio gioventù del Milan

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AC Milan's Italian defender Alessio Romagnoli in action during the triangular soccer match for the 2015 Trofeo Tim (Tim Trophy) between US Sassuolo, Inter FC and AC Milan at Mapei Stadium in Reggio Emilia, Italy, 12 August 2015. ANSA/ELISABETTA BARACCHI

Il terzo turno di Coppa Italia ha visto di fronte, nella serata di ieri a San Siro, Milan e Perugia. Un inizio di stagione insolito per i rossoneri, costretti da un lato a scendere in campo anzitempo in questa competizione, a causa del deludente decimo posto della stagione precedente, ed obbligati, dall’altro, a cancellare immediatamente i brutti ricordi del passato con un nuovo corso, quello targato Sinisa Mihajlovic. La partita in sé non ha avuto molta storia: troppo grande, infatti, il divario tecnico tra le due squadre perché si potesse dar vita ad un incontro avvincente, con i rossoneri quasi sempre sul velluto che la chiudono già nel primo tempo, grazie alle firme di Honda e Luiz Adriano. Gli spunti, tuttavia, non sono mancati.

Rodrigo Ely ed Alessio Romagnoli hanno costituito il tandem centrale, inedito e giovanissimo, della difesa titolare della formazione guidata da Mihajlovic. I due calciatori hanno insieme appena 41 anni, superando di poco l’età del veterano Christian Abbiati, hanno dimostrato già ieri di non essere per nulla intimoriti da San Siro. Concentrazione e capacità di prevenire il gioco avversario sono le doti che gli vengono riconosciute, appena dopo il fischio finale, dallo stesso Mihajlovic e a cui, ci permettiamo di suggerire, andrebbe aggiunta un’ottima gestione della palla, perché qualcuno ha ancora negli occhi la maldestra apertura di Cristian Zapata nell’Audi Cup con conseguente “calcione” di stizza del tecnico serbo.

Romagnoli-Ely, rispettivamente di 20 e 21 anni, così diversi nelle loro storie e, al tempo stesso, così simili nello stile di gioco. Il centrale di Anzio è arrivato a Milanello come se fosse un calciatore già ampiamente affermato: pagato più di 25 milioni di euro, ha addosso la pressione del giovane campione al quale non si risparmiano paragoni (e numeri di maglia) molto scomodi. Il brasiliano sembrava invece dover partire, magari in prestito, verso club “minori”, ma, un’amichevole dopo l’altra, ha convinto il Milan e il suo nuovo allenatore a concedergli più di una possibilità.

Quindi, sotto il segno di una straordinaria casualità e di svariati milioni, i rossoneri si ritrovano due centrali giovanissimi e molto promettenti, che regalano sprazzi di eleganza e, almeno per stasera, giocate efficaci e di classe. Addio Mexes, Alex, Zapata e compagnia cantante. L’unica domanda a questo punto è: sono davvero loro il futuro del Milan?