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Serie A, 6 motivi per cui Mihajlovic renderà grande il Torino

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Foto: Sinisa Mihajlovic (Valerio Pennicino/Getty Images Europe)

In queste ore il Torino ha ufficialmente comunicato il nome del nuovo allenatore. A succedere a Giampiero Ventura in odore di Nazionale sarà il serbo Sinisa Mihajlovic, reduce dalla travagliata parentesi milanista. A caldo il neoallenatore ha presentato la nuova avventura sottolineando come a convincerlo ad accettare siano stati il senso di attaccamento e di appartenenza alla squadra da sempre mostrati dal Presidente del Torino Urbano Cairo, valori condivisi anche da lui stesso. Blogdicalcio.it vi guida alla scoperta dei sei motivi per cui Mihajlovic non potrà fallire nella sua avventura al Torino.

#1 Il Torino non è il Milan
Una frase che racchiude un po’ l’intero ultimo periodo vissuto dal tecnico serbo. Per uno che ha la fama di sergente di ferro, passare da una squadra di media classifica come la Sampdoria ad una squadra con giocatori pieni di ego e ricchi come faraoni è tutt’altro che facile. Un conto è sgridare un giocatore con ancora un minimo di contatto con la realtà, magari ordinandogli di correre su e giù per il campo fino allo sfinimento, un conto è far notare a Bacca che in una squadra non conta solo l’individualismo. E il Torino non è il Milan, Immobile e Belotti non sono Bacca.

#2 Sa tirare fuori il massimo da chi sposa la causa
E in questo secondo motivo ci si ricollega al primo. Affinché il serbo faccia grandi cose è necessario che i giocatori da lui allenati siano disposti ad ascoltarlo e a sopportare quei modi un po’ burberi di gestire una squadra. Non è un caso che con giocatori umili il serbo abbia sempre fatto grandi cose. Da questo punto di vista la piazza granata è sempre stata tra le migliori.

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#3 Sa lavorare con i giovani
Un pregio da non trascurare. Parafrasando un vecchio detto popolare, il ferro lo si lavora nel momento in cui è caldo, dunque cosa c’è di meglio del lavorare insistentemente e duramente sui giovani? Mihajlovic al Milan ha avuto il coraggio di far esordire un sedicenne tra i pali, alla Sampdoria lanciò Romagnoli, un giocatore che prima di allora in Serie A aveva giocato pochissimo. In granata non sarà da meno.

#4 Torino piazza ambiziosa
La piazza granata è l’ideale per un tecnico alla ricerca del rilancio dopo la brutta parentesi milanista. Club ambizioso, con un costante occhio al bilancio ed alla solidità economica a volte anche esagerato, che lo rende una delle squadre più solide della Serie A. Una squadra che di conseguenza non può non lavorare sul medio-lungo periodo e i cui progetti sono quasi mai fallimentari. L’ultimo, quello di Giampiero Ventura, è durato un quinquennio.

#5 Fedelissimi e mercato
Come tutti gli allenatori anche Mihajlovic possiede una lista dei suoi allievi preferiti. E non è un caso che negli ultimi giorni e dal pomeriggio di oggi con più insistenza, si siano fatti già i nomi degli attuali scontenti, un tempo allenati da lui e a quanto pare pronti a raggiungerlo. Alcuni nomi? Muriel, Soriano, Tomovic su tutti.

#6 Ventura è un buon allenatore
E non è un caso che sia vicinissimo ad allenare una Nazionale che dall’Europeo secondo molti rischia di uscire con le ossa rotte, complice un girone non proprio dei più semplici. Nella sua lunga esperienza come allenatore ha sempre dimostrato di essere un costruttore piuttosto che un distruttore. Si pensi a quanto fatto col Bari, si pensi a quello che ha lasciato a Torino. Qualcuno sostiene che per essere un grande allenatore non basti vincere, bensì serva riuscire a non lasciare dietro di sé macerie. Quanti hanno vinto e lasciato una squadra incapace di continuare a farlo? Ecco perché Ventura è un buon allenatore e Mihajlovic saprà eguagliarlo.