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Solo italiani in rosa: lo fanno due squadre di Lega Pro

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Se ne parla spesso, soprattutto negli ultimi tempi, perché il nostro calcio appare sempre più in difficoltà. Se ne discute frequentemente, a posteriori, quando la Nazionale Italiana fallisce gli obiettivi al termine dei campionati europei o mondiali. E, infine, se ne parla a proposito delle cifre folli spese durante il calciomercato, per quello o un altro nome esotico, per il calciatore il cui cognome finisce in ‘-ic’, a fronte di qualche altro giovane italiano di talento, magari relegato in un club di provincia o addirittura in una categoria minore, che poteva essere ingaggiato ad un prezzo molto più ragionevole.

Il ‘nazionalismo’ nel calcio -come altrove- non è propriamente un termine lusinghiero, ma alcuni addetti ai lavori, facendo leva sui casi appena elencati, hanno spesso denunciato un’eccessiva ‘esterofilia’ che a lungo andare ha impoverito casse e settori tecnici nostrani. È quindi ragionevole pensare che, sebbene la presenza di stranieri debba essere considerata una risorsa per i campionati nazionali -così come per tutto quanto il resto-, i vivai e i giocatori italiani debbano essere maggiormente valorizzati affinché l’intero settore calcistico possa beneficiarne.

Così, mentre in Serie A e B la proporzione tra giocatori stranieri ed italiani pende generalmente a favore dei primi, in Lega Pro praticamente tutte le rose delle squadre dei tre gironi interregionali sono composte per la maggior parte da italiani.

Fanno eccezione due squadre: Spal e Bassano Virtus. La prima è attualmente capolista solitaria del girone B, mentre la seconda è al settimo posto del girone A. L’aspetto caratterizzante delle due formazioni è che sono composte esclusivamente da calciatori italiani, anche considerando l’insieme completo delle rispettive rose. Un fatto davvero insolito persino per questa categoria, ma che può rappresentare sicuramente un motivo d’orgoglio per i due club. Un esempio di massima valorizzazione di talenti italiani che, sebbene non possa essere seguito per intero, quanto meno è l’espressione di un calcio ancora possibile, finanche innovativo.

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