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Il valore educativo della sconfitta

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La sconfitta in finale di Coppa America ha spinto Lionel Messi a dare il prematuro addio alla nazionale argentina, ad appena 29 anni. L’intero Paese si è quindi mobilitato per cercare di convincere il fuoriclasse di Rosario a non rinunciare alla maglia della Selección, in una serie di innumerevoli appelli intenti ad esaltare la figura del calciatore più forte del Mondo. Tra questi, il più sentito è sicuramente quello di Yohana Fucks, maestra di Entre Ríos, che ha scritto una lettera emozionante al campione.

Il messaggio dell’educatrice non è però incentrato sulla figura, quanto mai carismatica e popolare, di Messi, ma su quelle che sono le responsabilità conseguenti alla sua fama. Essere il calciatore più forte in circolazione, guadagnare enormi quantità di denaro, possedere una notorietà praticamente smisurata non vuol dire solo ed esclusivamente vincere.

Nella lettera della maestra Yohana: «Potrei parlare del tuo smisurato talento, della fortuna che ho avuto nel poterti ammirare su un campo di calcio, o dell’ammirazione che susciti in ogni parte del mondo. Ma sarebbero frasi già dette. Io ti voglio chiedere aiuto per crescere dei ragazzi che ti vedono come un eroe, un esempio da seguire. Nel mio lavoro metto tutta me stessa, ma so che non potrò mai beneficiare della stessa ammirazione che loro hanno per te. Loro hanno assistito alla tua rinuncia alla Nazionale, ma ti prego di non dare soddisfazione alle persone mediocri e frustrate.

Non te ne andare, non permettere che i miei studenti crescano con la convinzione che in questo Paese vale qualcosa solamente chi arriva primo e vince. Non fargli credere che a vincerla sono le persone invidiose.

Non mollare, non toglierti la maglia dell’Argentina. Quando la indossi ci rappresenti tutti. Non far passare il messaggio che secondo posto vuol dire fallimento, che una persona sia considerata solo per quello che ha vinto. I miei ragazzi devono capire che gli eroi più nobili, che siano medici, soldati o calciatori, sono quelli che pensano al bene di tutti, consapevoli che una vittoria sarà festeggiata da tutti, mentre in caso di sconfitta resteranno da soli. Ma in ogni caso saranno sempre esempi di coraggio, supereranno le difficoltà anche se il resto del mondo sarà sicuro del contrario.

Un giorno otterranno la vittoria più bella di tutte, saranno felici di essere nient’altro che loro stessi, a quel punto non sarà più un problema affrontare i demoni che hanno già sconfitto.

Tutti parlano di palle, io credo nella forza del tuo cuore».

«Secondo posto non vuol dire fallimento»; «una persona non può essere considerata solo per quello che ha vinto»; «gli eroi più nobili sono quelli che pensano al bene di tutti». È raro che qualcuno ce lo ricordi ma, al tempo stesso, così incredibilmente importante. La maestra, l’educatrice Yohana – che Messi lasci l’Argentina o meno – ha dato a tutti una lezione esemplare, che va al di là dello sport e del calcio.

Un vero valore di vita: l’educazione alla sconfitta.

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