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Dal settore giovanile alla prima squadra: la Serie A riscopre i vivai

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La critica più spietata che si possa fare al campionato di Serie A è, da molti anni a questa parte, quella riguardante le cifre. I miliardi di un tempo, divenuti milioni oggi, sono continuamente e ingiustificatamente sperperati dalle maggiori società calcistiche, mentre il Paese vive una realtà diametralmente opposta, costretto, quasi soffocato, da ristrettezze economiche, finanziarie ed occupazionali. Il calcio continua, quindi, ad essere fuori dal mondo. Eppure, come sport popolare e di intrattenimento per le masse, offre la più amata tra le distrazioni per i ‘comuni mortali’. In questo senso, l’argomento più nobile e a buon mercato è quello della valorizzazione dei giovani talenti del nostro football.

I maggiori club della Serie A hanno pienamente recepito il messaggio. E sebbene i più ricchi continuino ad alimentare i sogni degli appassionati con campagne acquisti faraoniche, la progettualità intorno ai vivai, tema sponsorizzato con entusiasmo anche dalla Federazione, è diventata una parte consistente dell’attività di investimento, soprattutto in capitale umano, delle squadre del campionato.

Dati alla mano, Lazio ed Atalanta sono le due società che nella stagione in corso presentano in rosa il maggior numero di calciatori provenienti dal settore giovanile, ben otto. Tra loro, alcune promesse del calcio nazionale, come Sportiello e Cataldi. Poi, Empoli e Milan, rispettivamente con sette e sei elementi cresciuti nel vivaio, per un valore complessivo di quasi ventisei milioni per il club toscano e più di ventisette milioni per quello rossonero. Saponara, Pucciarelli, Donnarumma e l’intero reparto dei terzini Milan, gli elementi più importanti di questa lista.

A seguire le altre squadre. Inter, Fiorentina, Palermo e Sampdoria prestano alla rosa dei titolari ben cinque calciatori provenienti dal settore giovanile del club. Sono Biabiany, Santon, Gnoukouri, Goldaniga, Babacar, Bernardeschi, Soriano e Krsticic i nomi che, in questo caso, rappresentano il successo più significativo dei vivai di queste formazioni. La Juventus guida la classifica degli ex-Primavera, almeno per quanto riguarda il valore di mercato dei calciatori approdati in prima squadra, con una cifra che supera complessivamente i quaranta milioni. Merito soprattutto di Marchisio e Rugani, i più quotati del settore giovanile bianconero.

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Si guadagnano, infine, una menzione speciale giocatori come Perin, Insigne e Florenzi. Talenti che dimostrano l’ottimo lavoro svolto dalle rispettive squadre Primavera di Genoa, Napoli e Roma.

La Serie A, quindi, riscopre quanto sia importante, ed economicamente vantaggioso, riuscire a far crescere i propri campioni in casa, piuttosto che puntare su insoliti e ricorrenti nomi esotici. Gli investimenti nel settore giovanile, lì dove sono accompagnati da un bagaglio di conoscenze tecniche e di sviluppo psico-fisico nella carriera sportiva dei giovani calciatori, rappresentano la miglior risposta possibile alla crescente richiesta di uno sport più sano. Un calcio, che possa essere vissuto dagli appassionati e rappresentato dai suoi protagonisti, all’interno e nell’insieme di tutte le altre necessità del Paese.