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In camper in giro per l’Italia per esportare il Fiffa inda Street

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Recuperare la dimensione naturale del calcio, riportare il gioco più bello del mondo a essere un gioco. Nasce così il Fiffa inda Street, in una cittadina pugliese tra Brindisi e Taranto. Nella provincia della provincia del Salento, che d’Estate è affollato di turisti ma d’inverno torna ad essere quell’umido e silenzioso profondo Sud che piace a pochi. E chi non emigra ha bisogno di divertirsi, di fare gruppo. E magari di giocare a calcio. A Francavilla Fontana il Fiffa inda Street è un’istituzione. Le regole (per fortuna) sono semplici: si gioca tre contro tre, con due porte piccoline che i ragazzi dell’organizzazione custodiscono gelosamente, sono vietati i “raddoppi” (due contro uno) e in sette minuti chi segna più gol vince, altrimenti si va ai supplementari. Calcio da strada. Concepito tra la noia di un paese nel brindisino dai ritmi lenti e la fame di calcio dello stesso sobborgo. Nato quasi per caso. Era un appuntamento fisso: il lunedì pomeriggio, per proseguire fino a sera inoltrata. Poi con il tempo la bella favola della cittadina che si sveglia il lunedì e pensa al calcio da strada ha preso forme più solide: è nata la pagina Facebook, le squadre hanno dato vita a rivalità, sono nate addirittura le “cantera” delle varie squadre, le “squadre B” e chi più ne ha più ne metta.

Il tutto mentre arrivava il successo. In quattro anni anche la Gazzetta dello Sport e SporMediaset si sono accorti di questo movimento, che nel frattempo è arrivato alle porte di Roma, con un’edizione a Colonna, e ha portato in giro porte e pallone per tutta la Puglia, diventando un punto di riferimento per chi ha voglia di pensare al calcio come il divertimento più bello. Oggi parte il “Grand Tour”: Bologna, Milano, Torino, Perugia e Roma ospiteranno un’edizione del Fiffa. I ragazzi partiranno da Francavilla Fontana con un camper e l’obiettivo è lo stesso: divertirsi, esportare il concetto del Fiffa e del calcio da strada senza fronzoli, e riprendersi le strade. Riconsegnare almeno per un pomeriggio, così come è stato in Puglia in questi 4 anni, la strada al calcio. Perché non c’è niente di più divertente di un pallone che rotola sull’asfalto e finisce in porta.

Vedi anche  Il diario del Grand Tour del Fiffa - Parte 5: la tappa a Perugia

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Questo è uno scritto che ci ha inviato Massimiliano Chirico, uno dei fondatori del Fiffa e uno dei ragazzi che partiranno stasera alla conquista degli spazi delle grandi città d’Italia per giocare a calcio:

E’ l’ora X.
Da qualche ora, ormai, il miraggio della partenza non è più una piccola nocciolina di pensiero nata da una riunione di settembre. Adesso tutti i nodi vengono al pettine, è tempo di fare le somme e di raccogliere gli sforzi degli ultimi mesi.
Nonostante le buonissime intenzioni, abbiamo passato quest’ultima sera assieme. Passeggiando per le invisibili vie della piazza del nostro paese, i nostri sguardi si sono incrociati ed abbiamo capito di essere pronti. Ora siamo i messaggeri del nostro calcio e daremo ogni goccia della nostra salute pur di sventolarlo ai quattro venti.

Ho passato questo sabato sera assieme agli amici, i soliti. Qualcuno ha chiesto lo stato dei preparativi, cosa metti in valigia e cosa ti aspetti dal viaggio, provando a tastare una impercettibile tensione. Io non sono teso, mio malgrado. Non sono nemmeno estasiato dall’imminente partenza, non mi sento in ansia e tantomeno non credo di essere pronto. Eppure domattina, alle ore nove, il tizio affitta-camper ci aspetta per le raccomandazioni di rito e per consegnarci le chiavi.
Sembra tutto pronto. Magari a Pescara ci renderemo conto di aver dimenticato qualcosa di fondamentale, se ci va bene ce ne accorgeremo a Bari.

Si tratterà semplicemente di viaggiare, milioni di persone come noi si concedono questo lusso, tanta gente che ci conosce ha ammesso che avrebbe volentieri barattato qualsiasi cosa per un posto su quel camper, per essere uno di noi.
Invece ci ritroviamo qui, sette scappati di casa per conto di altri settecento che rappresenteremo, allacceremo gli scarpini e tracceremo i nostri campi.
Sarà semplicemente essere noi stessi, come facciamo ormai da quasi quattro anni.
Bisognerà solo farlo a svariati chilometri di distanza da casa e per cinque giorni consecutivi in cinque sconfinate città.

Vedi anche  Il diario del Grand Tour del Fiffa - Parte 1: la prima notte di viaggio

Blogdicalcio seguirà il Grand Tour del Fiffa con un diario da bordo, curato dallo stesso Massimiliano. Dalla nostra redazione buon viaggio agli amici che gireranno l’Italia in camper con un pallone e le porte per giocare a calcio.

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