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Bene, bravo, B – Quando l’opinionista torna in panchina

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(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

È stata la settimana dei grandi ritorni in panchina. Per qualcuno è un rilancio, per qualcuno l’ultima occasione, per un altro una rivincita, anche se per un attimo ci spingiamo in Serie A e parliamo di Castori. Ma lui da questo campionato ci viene, ha fatto tanto per conquistarsi la massima categoria e quando gli hanno detto “Mister ci siamo sbagliati, dovrebbe riprendere il suo posto” non ci ha pensato due volte. Una vita di sacrifici non vale l’orgoglio di dire “No, grazie. Aspetto la prossima occasione“. Mario Somma proverà invece a risollevare il Latina (un po’ ingrato nei confronti di Iuliano che l’anno scorso ha compiuto un mezzo miracolo). Ultimamente, Somma, ha avuto più successo come opinionista che come allenatore, e proprio nell’ultima puntata di novantesimo minuto non aveva lesinato qualche critica al collega di cui prenderà il posto. È sempre difficile saltare la barricata. Quando ti accomodi in un caldo studio televisivo a giudicare il lavoro degli altri, rischi di perdere di vista la realtà del campo. È successo in passato a molti celebri opinionisti, su tutti Boniek e Agroppi, che ad un certo punto hanno deciso di dire basta con la panchina. D’altra parte le scelte di Latina e Ascoli ci fanno pensare che stare in TV è proficuo anche per la “ricerca di lavoro”, perché le possibilità di essere contattato aumentano e perché non tutti hanno la stoffa e la convinzione di Adani che ha detto no a Mancini, resistendo alla tentazione del campo, perché convinto che la strada intrapresa da voce tecnica sia la migliore possibile.

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Un altro che fa la spola tra l’area tecnica e i salotti televisivi è Devis Mangia. Forse per via della faccia da bravo ragazzo, o per la voce spigliata o per il linguaggio tecnico impeccabile. Qualcuno dice che sia raccomandato, noi ci limitiamo a dire che Ascoli è la migliore occasione per il riscatto. Perché la piazza è calda e la squadra non è così male, anzi. E perché il feeling tra la curva e Petrone non era mai scoccato. Avrebbe dovuto pensarci bene la società, visto che la promozione è arrivata a tavolino, mentre sul campo l’Ascoli era uscito male dalla stagione precedente. Mangia ha la fama di un allenatore bravo con i giovani, è audace, deve mettersi alle spalle l’esperienza poco felice di Bari. La scelta è coraggiosa, ma ambiziosa. Non si tratta solo di salvare la squadra, ma costruire le basi per l’anno successivo. Sembra il turno che sancirà la prima volata del Cagliari, anche perché il Crotone è in affanno e dovrà comunque aspettare lunedì, quando se la vedrà con l’Avellino, mentre il Cesena va a visitare il Latina (di Somma) affamato di punti. Il Livorno prova a restare in scia, mentre il Bari affronterà la Salernitana gemellata per spiegarci, una volta per tutte, se può ambire ai primi posti o ha deciso di lottare direttamente per il quinto. Nicola sembra più convinto della seconda ipotesi, gli addetti ai lavori non possono fare a meno di fargli notare che domenica poteva contare sulla seguente panchina: Sabelli, Donati, Romizi, De Luca, Contini, Maniero. Non proprio ultime scelte della categoria insomma.