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Calciomercato: cosa c’è dietro gli affari milionari tra Cina e Italia?

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La novità più rilevante di questa sessione di mercato è sicuramente rappresentata dall’intensificarsi degli affari tra Cina e Italia. In principio fu il Guangzhou Evergrande a pescare talenti direttamente dal nostro campionato: Marcello Lippi, l’allenatore della Nazionale Campione del Mondo a Berlino, fu il primo pioniere del calcio italiano nella terra dei “mandarini”. Era l’estate del 2012. La Cina, forte di un’economia in costante ascesa, era pronta ad importare il meglio che potesse offrire il panorama europeo del football. Tuttavia, la crescita di questo sport non decollò tanto velocemente quanto la capacità produttiva del Dragone asiatico, determinando così, in alcuni dei colossi industriali attivi nel settore, una riflessione sulla portata e sull’indirizzo dei propri investimenti, presenti e futuri.

Se il calcio cinese non era ancora pronto per il grande salto, non si poteva certo dire lo stesso degli uomini d’affari che lo sponsorizzavano. Se in Cina non si riuscivano ad importare campioni all’altezza della crescente importanza del Paese, erano i tycoon ad investire nel calcio europeo, con quote di partecipazione nei club più prestigiosi e nel business dei diritti televisivi.

Oggi, Mr. Wang Jianlin ne è l’esempio più eclatante: l’uomo più ricco della Cina, il magnate nel settore immobiliare del gruppo “Dalian Wanda”, acquista il 20% delle quote dell’Atletico Madrid e, soprattutto, la multinazionale svizzera Infront Sports and Media, operante anche in Italia quale advisor nella commercializzazione dei diritti televisivi.

Gli investimenti degli uomini d’affari dell’Estremo Oriente hanno invaso il mondo del calcio, in Italia come nel resto d’Europa, molto più di quanto questi stessi agenti non abbiano importato in Cina, Thailandia o Indonesia. I capitali di cui dispongono queste economie e, insieme ad esse, i più fortunati tra i loro rappresentanti sono tali da rendere effettivamente più conveniente l’investimento estero piuttosto che l’importazione di un intero modello: tanto più difficile da riprodurre in quanto basato sia sulle risorse economiche e strutturali sia su un solido bagaglio di conoscenze tecniche.

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Perché allora Gervinho e Guarin vengono catapultati improvvisamente nella Chinese Super League, dopo una supervalutazione del costo dei rispettivi cartellini ed ingaggi? Perché Luiz Adriano vola verso il Jiangsu per poi ritornare immediatamente in Italia? La risposta a queste domande sta nello scoprire chi sono gli autentici protagonisti degli affari appena descritti.

Jiangsu Suning è per il 19,9% di proprietà di Jack Ma, il secondo uomo più ricco della Cina, ovvero il milionario rivale del Mr. Wang di Infront. Jack Ma ha costruito la propria fortuna sulla piattaforma dell’e-commerce Alibaba, marchio che vale circa 250 miliardi di dollari – nuovo record fatto registrare a Wall Street- in merci. Alibaba, oltre a detenere il 19,9% dello Jiangsu è in stretta collaborazione con la Suning Commerce, il colosso dell’elettronica che gestisce la squadra di Nanchino. Che Jack Ma volesse fare un favore a Milan ed Inter, alleggerendo i bilanci dei due club? E se il secondo uomo più ricco della Cina fosse già in affari con le squadre di Milano? Non possiamo che ragionare per supposizioni. Nella nuova offerta di Mr. Bee al Milan, si è recentemente chiacchierato su un possibile interessamento di Alibaba quale nuovo partner commerciale dei rossoneri, mentre il nome di Jack Ma era già emerso tra quelli papabili per una futura acquisizione delle quote del club di via Aldo Rossi.

A ciò va aggiunto che lo Shangai Shenhua, il club nel quale si è definitivamente trasferito Guarin , è di proprietà di un’altra società immobiliare, la Greenland Holding Group Company, entrata a sua volta in affari con Alibaba, avendo utilizzato la piattaforma del potente gruppo dell’e-commerce per “piazzare” i propri prodotti finanziari. Un’operazione di mercato conclusasi felicemente con la vendita di azioni per un ammontare complessivo di circa 32 milioni di dollari.

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Il caso Gervinho presenta a sua volta delle similitudini con i precedenti. Al di là della già citata supervalutazione di cartellino ed ingaggio, la cessione dell’ivoriano ha liberato il posto ad El Shaarawy, togliendo dall’imbarazzo ancora una volta il Milan. Gervinho giocherà nell’Hebei China Fortune, club di Qinhuangdao, e questa sorta di doppio favore nei confronti delle due società italiane porta la firma di un altro colosso: la China Fortune Land di Wang Wenxue. Il Mr. Wang in questione è un pesce un po’ più piccolo del precedente, perché possiede un patrimonio di appena -se così si può dire- 4 miliardi di dollari e, esattamente come il suo più ricco omonimo, ha tutto l’interesse di passare dal mercato immobiliare al football. Staremo a vedere. Nel frattempo, una pioggia di milioni di yuan ha arricchito le casse della Serie A, senza troppi chiarimenti su quale potesse essere l’esatta provenienza dei soldi in entrata. Il sospetto è che questo tipo di investimenti continueranno nella loro crescita esponenziale: potremo, in futuro, dire lo stesso del nostro calcio?