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Milan: la Bacca-dipendenza e il flop dell’attacco di Mihajlovic

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Foto: Carlos Bacca, Milan (Marco Luzzani/Getty Images Europe)

Il Milan sta vivendo uno dei peggiori momenti della stagione. Ed a testimoniarlo non è tanto la mancanza di vittorie in campionato o gli sfoghi nel post-partita, bensì l’astinenza dal gol che sta investendo i rossoneri. E ad essere maggiormente in crisi in questo momento è proprio quel reparto offensivo da anni oggetto di campagne acquisti faraoniche, ma sempre incapace di mantenere le attese.

Eppure in questa stagione il Milan sembrava aver trovato la chiave di volta con Bacca, arrivato dal Siviglia ed entrato negli schemi di Mihajlovic sin dalle prime partite, dando l’idea di poter saltare il classico periodo di ambientamento che quasi sempre spetta ai giocatori che si affacciano al calcio italiano. Oggi però Bacca non appare “in formissima” vittima di un calo fisico naturale se si considerano i livelli altissimi toccati dal colombiano fino a qualche giornata fa. Un calo che rischia di avere conseguenze devastanti sulla sorte del Milan e del povero Mihajlovic. Perché “perso” Bacca, il Milan si è trovato di colpo sprovvisto di attaccanti in grado di segnare e di creare gioco.

Niang è alle prese con un infortunio alla caviglia che non gli permetterà di tornare in campo in questo campionato, Balotelli è ormai evanescente, falcidiato da guai muscolari ed appare incapace di dare il meglio di sé, quasi svogliato, quando chiamato in causa. Diverso il discorso per Menez. Il francese dopo i tanti problemi alla schiena è stato subito gettato nella mischia da Mihajlovic, con un impatto irrilevante. Troppo lontana la condizione fisica della passata stagione. Resterebbe Luiz Adriano, ma da gennaio il clima tra società e giocatore appare piuttosto freddo, sia perché il brasiliano non è stato decisivo come ci si aspettava, sia perché la società evidentemente gli rimprovera l’aver fatto saltare il suo trasferimento in Cina, scombussolando i piani di mercato.

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Il Milan dunque non ha attacco. Ed è chiaro che il genio di Bonaventura o il carisma di Honda poco possano fare se in avanti nessuno è in grado di metterla dentro. Il Milan torna a riscoprirsi Bacca dipendente, così come era accaduto nel novembre del 2015. In quel mese di astinenza dal gol del colombiano, il Milan ne uscì con le ossa rotte, riuscendo a segnare solo in una partita su quattro (contro la Sampdoria in crisi di Walter Zenga). Non un’impresa. Tra febbraio e marzo il secondo black out. Bacca non segna dal 14 febbraio e nelle quattro gare successive il Milan ha segnato solo due reti, una al Napoli ed una al Torino, ottenendo due pareggi, una sconfitta ed una sola vittoria. Troppo poco per una squadra che ambiva al terzo posto.

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