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Prospettive e tattica della prima Roma di Spalletti

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Luciano Spalletti, foto Uefa.com

Se Spalletti non divenne l’ottavo re di Roma alla sua prima avventura nella capitale, poco mancò. Il toscano è stato appena eletto con suffragio universale Re Spalletti II e porta in dote dei suoi sudditi diversi cambiamenti autarchici. Il 4-3-3 del trono francese, sarà accantonato per tornare al più fortunato 4-2-3-1. Il primo a beneficiare del cambio modulo sarà Florenzi, che tornerà al suo naturale ruolo da incursore alto, senza dimenticare che da terzino tutta-fascia (seppur criticato dagli addetti ai lavori in fase difensiva) è il terzo bomber della rosa con quattro reti.
Partendo dalle fondamenta della squadra però, il nazionale polacco e originario di Varsavia, Szcezny, ha mostrato delle incertezze fatali, specie nelle notti europee, proprio quelle che era chiamato a illuminare con la sua esperienza da ex gunners di lungo corso. Il saldo-sodalizio tra Spalletti e l’estremo difensore lucano De Sanctis è stato siglato ai tempi dell’Udinese e, potrebbe, dare a quest’ultimo la titolarità della porta a discapito del numero venticinque giallorosso.
La linea di difesa si schiera a quattro, partendo da destra vede la casella del terzino liberata da Florenzi come detto, occupata dal greco Torosidis, in attesa del miglior Maicon, sebbene con tale aggettivo non si sia mai palesato, sulla sponda giallorossa del Tevere. Sulla fascia opposta l’inamovibilità di Digne è sotto gli occhi di tutti, ma il suo cartellino è marchiato PSG, si attende un eventuale riscatto a fine stagione. Al centro pare l’ottimo Manolas di quest’inizio stagione l’unico sicuro di tenersi il posto. Al suo fianco Castan sembra il partenr fisiologico, con buona pace dell’altalenante Rudiger di quest’inizio stagione. Tuttavia la concreta idea di piazzare De Rossi al fianco del greco, lì a far partire l’azione e alzare il baricentro, dove capitan futuro, non ha mai sfigurato, nemmeno in azzurro.
La mediana a due vede il gladiatore belga-indonesiano Nainggolan fare il mastino ruba palloni, e la maglia di Pjanic alla sua sinistra, a fare il visionario a maggior ragione se De Rossi farà un passo indietro, ma attenzione a non sottovalutare Miralem alle spalle di Dzeko, che gli permetterebbe di mantenere gli alti tassi evidenziati finora tra gol e assistenze, nelle quali è il top della rosa.
Già detto della casella dei centro destra della trequarti affidata a Florenzi, le gerarchie a sinistra e al centro ci sono più pretendenti. Iago Falque sembra il destinatario ideale ma Salah ha avuto un rendimento migliore dello spagnolo. La duttilità dei due però, alla luce di un abbassamento di Pjanic a centrocampo, permette a entrambi di scambiarsi la posizione, e immaginate la potenza di fuoco di Salah messo alle spalle di Dzeko, senza fare tutta la strada che Garcia voleva per lui, facendolo partire dalla destra.
La casella del nove di numero e di fatto spetta a Dzeko. Già Dzeko, pistolero dalle polveri bagnate, arrivato globetrotter del gol, abita adesso nel monolocale della depressione, lo sfratto è imminente, e con quattro trequartisti alle sue spalle, pronti a rifornirlo.
Menzione d’onore per il capitano. Totti è senza dubbio il leader tecnico e morale dello spogliatoio, nonostante tutto può ancora dire la sua, con classe come sempre, con il mister che lo portò alla scarpa d’oro nel 2009. Non sappiamo se Spalletti sarà incoronato questa volta, certo i presupposti ci sono tutti, ma sappiamo che i suoi scudieri in campo difenderanno la città e il blasone di Roma contro tutti, e attenzione alla sfida di Madrid.
Di seguito la probabile prima Roma dell Spalletti-bis, contro l’Hellas.

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Questa, riepilogando, la probabile formazione della Roma contro l’Hellas Verona:
De Sanctis; Torosidis, Manolas, De Rossi, Digne; Nainggollan,Pjanic; Florenzi, Salah, Iago Flaque; Dzeko.