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Tutti i numeri e i record del Leicester dei miracoli

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Ormai ci siamo, l’attesa è finita, oggi le Volpi avranno a Manchester il primo match point per il titolo, il primo dello loro lunga storia. Andiamo dunque a scoprire assieme tutti i numeri di questa cavalcata incredibile, partendo da quelli di squadra, collettivi, a dimostrazione di quanto il Leicester si basi sulla forza del gruppo, sulla voglia di stupire, di dimostrare come il sudore ed i sacrifici possano rivelarsi molto più efficaci del prestigio e del denaro.

I Foxes tra il mercato estivo e quello invernale hanno speso circa 40 milioni di euro (Okazaki, 11 mln il trasferimento più costoso), una cifra ridicola se paragonata alle spese di club come City, United, Chelsea, Arsenal e Tottenham. Stesso discorso per il monte ingaggi, che si attesta a 62,6 milioni, il quartultimo della Premier, circa un quinto di quello dei Blues di Abramovich. Di conseguenza il valore di mercato iniziale della rosa a disposizione di Ranieri (che vanta tra l’altro il minor numero di stranieri assieme agli Spurs, 14) ammontava a soli 22,9 mln mentre ora è aumentato fino a raggiungere i 127 mln (pensate, gli avversari odierni, i Red Devils, hanno una rosa che vale circa 415 mln). Il Leicester finora in 35 gare disputate ha totalizzato 76 punti totali, frutto di 22 vittorie, 10 pareggi e sole tre sconfitte (in Europa solo PSG e Bayern sono riuscite a fare meglio), e con 63 reti fatte e 33 subite possiede il terzo miglior attacco e la terza miglior difesa.

Il merito di questa impresa storica non può che essere di Claudio Ranieri. Il tecnico è riuscito a compattare il gruppo inserendo i giocatori giusti nel posto giusto e traendo il massimo da ognuno di loro, ha sposato una filosofia vincente che fonde perfettamente la tattica italiana allo spirito inglese ed ha vinto lo scetticismo di tifosi, addetti stampa e bookmakers (secondo il Daily Mail l’agenzia SkyBet perderebbe 6,8 mln in caso di trionfo). Il 4 aprile dello scorso anno il Leicester era ultimo in classifica, a -7 dalla quota salvezza. Ad un passo dal baratro, l’ex tecnico Nigel Pearson portò i suoi a vincere 6 delle ultime 8 gare raggiungendo una salvezza insperata. Poi in estate è arrivato l’allenatore romano ed ha suonato la campanella, è passato dal 3-5-2 al 4-4-2 adottando uno stile di gioco basato sull’ordine, la corsa e la compattezza. La percentuale del possesso palla è tra le più basse della Premier eppure il pressing asfissiante in blocco ed i contropiedi micidiali degli attaccanti rendono il gioco delle Volpi oltre che efficace (possiede la percentuale realizzativa più alta) anche corretto (seconda squadra meno fallosa del campionato ed è quella che ha ricevuto meno cartellini), moderno, entusiasmante. Se l’attacco però ha trascinato la squadra nella prima parte di stagione, sono stati gli altri reparti ad evitare l’ipotizzata flessione fisica e mentale, garantendo una solidità fuori dal comune ed assicurando gol ed assist importanti.

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La rosa, costruita per la salvezza, è riuscita partita dopo partita a conquistare una sempre maggiore sicurezza nei propri mezzi proprio per il fatto di essere composta da ex dilettanti come Vardy, scarti di altre squadre come Schmeichel (City), Simpson (United), Drinkwater (United), giovani rampanti come Moore, Kanté, Mahrez e Schlupp, trentenni giunti tardi alle luci della ribalta come Fuchs, Okazaki, Ulloa, vere e proprie bandiere del club come capitan Morgan e King. Su Jamie Vardy è stato già detto di tutto, la storia la conosciamo bene, è terzo in classifica marcatori con 22 reti, ha infranto il record di reti segnate per oltre 10 gare consecutive di Van Nistelrooy, è a -2 dal record di gol di Gary Lineker (giocatore ad aver siglato più reti in Premier in una stagione con la maglia dei Foxes, 24), ed ha conquistato inaspettatamente la maglia della Nazionale inglese così come Drinkwater e Kanté per la Francia. Assieme a Mahrez i due costituiscono la migliore coppia d’attacco del campionato, inoltre l’algerino, assieme ad Insigne, rappresenta l’unico calciatore tra i maggiori campionati europei ad essere andato in doppia cifra con 16 gol e 10 assist.