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I laureati (che non ti aspetti) del calcio

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Quello del calciatore può sembrare un mestiere da favola ma chi mastica il calcio sa benissimo che non si tratta di una passeggiata. È vero, molti da bambini sognano di diventare calciatori, calciatori famosi e vincenti. Il motivo? Semplice, tutti sperano di avere la fortuna un giorno di fare ciò che più ci piace, essere soddisfatti ed appagati. Inoltre diventare calciatore professionista, specie ad alti livelli, equivale ad accumulare enormi quantità di denaro. Ma essere calciatore significa anche avere dei diritti e dei doveri: rispettare la piazza, onorare la maglia, compiere dei sacrifici, avere diritto a sole tre-quattro settimane di vacanza pur avendo spesso i soldi per bighellonare a vita visto che le stagioni finiscono sempre più tardi e i ritiri estivi cominciano massimo la prima settimana di luglio, subire delusioni ed infortuni a volte catastrofici. Un’altra questione non indifferente è rappresentata dal post carriera, non sono molte le possibilità lavorative che si offrono ad un ex giocatore se si escludono quelle legate al mondo del calcio: allenatore, dirigente, procuratore, preparatore. Dunque molti di essi hanno deciso di affiancare la carriera calcistica a quella universitaria in modo da garantirsi un sicuro posto di lavoro futuro ed avverare qualche altro sogno nel cassetto.

Partiamo dai più noti e di conseguenza citiamo il leader della difesa juventina Giorgio Chiellini, laureato in Economia e Commercio con un bel 109 all’Università degli studi di Torino. Rimaniamo in tema Vecchia Signora e nominiamo i due però ormai ex bianconeri Angelo Ogbonna (Giurisprudenza) e Jean-Alain Boumsong, il quale invece arrivò a Vinovo già dottore in Matematica. Cambiamo reparto e passiamo ai portieri: tanti nomi illustri ma perlopiù attempati come Michele Arcari, Roberto Colombo ed Emanuele Belardi (Scienze Motorie), Federico Agliardi (Economia e Commercio).

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Ed ora? I più inaspettati. Cominciamo sempre dalla porta: Zeljko Brkic è fresco di laurea in Storia dopo aver discusso una meritevole tesi di storia antica su Micene e Creta. A Christian Puggioni invece mancano solo pochi esami per diventare dottore in legge all’università di Reggio Calabria ed ha più volte manifestato le difficoltà avute a volte nel chiedere il permesso per sostenere gli esami. La retroguardia difensiva si conferma di primissimo livello con i dottori Guglielmo Stendardo (Giurisprudenza, con conseguente esame di stato per l’abilitazione alla professione di avvocato), Lorenzo De Silvestri (Economia ad indirizzo sportivo), Simone Romagnoli (Filosofia) e Yuto Nagatomo, laureato in Economia Politica nella prestigiosa accademia di Meiji, una delle sei università più importanti di Tokyo. Chiudiamo con un attaccante, ex uomo di punta del nostro calcio, Adrian Mutu laureato in Giurisprudenza e dallo scorso febbraio anche in Scienze Motorie con inoltre il patentino B da allenatore in tasca, della serie si può essere davvero completi, un perfetto esempio di genio e sregolatezza.

A quanto pare dunque nessun centrocampista, evidentemente in mezzo al campo servono già abbastanza competenze in Geometria ed Economia delle risorse. Eppure no, un nome vogliamo farlo, si tratta di Jacopo Dezi, abruzzese classe ’92, reduce da due straordinarie stagioni in B a Crotone che hanno stuzzicato non poco Maurizio Sarri e gli sono valse il ritiro estivo con la propria società di appartenenza, il Napoli, che ha forse definitamente bloccato il suo trasferimento al Pescara. Il giovane centrocampista azzurro laureando in Scienze Motorie la scorsa settimana ha strascinato al successo la Nazionale Universitaria Italiana di calcio nelle Universiadi disputate in Sud Corea, regalando alla Federazione il secondo successo della sua storia dopo quello conseguito nel 1997.

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