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Oltre la 10 di Pogba

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L’uomo chiave, l’importanza del marketing nel calcio 2.0 e nella primissima Juventus marchiata Adidas, la difficoltà di arrivare ad un trequartista (almeno ad ora). Oltre la maglia numero 10 di Paul Pogba c’è un mondo. Ci sono motivazioni intrecciati, motivi sentimentali, economici, tattici che hanno spinto la Juventus ad affidare il 10 al calciatore francese. C’è l’amarcord storico: l’altro francese con il numero dieci, “Le Roi”, uno dei più grandi di sempre della storia della Juventus. Ma è un’altra storia, accomunata solo dal numero e dal luogo di nascita (e non è poco). Suggestioni di memorie passate, in un momento nel quale la nostalgia tra i tifosi italiani va di moda.

Quella di dare il numero 10 a Paul Pogba è anche – e soprattutto, dipende dai punti di vista – un’operazione di marketing. Ne avremo contezza nel momento in cui saranno disponibili i dati relativi alle vendite delle maglie da gioco della Juventus per questa stagione. Pogba rimane l’ultimo vessillo da sventolare, dopo le cessioni di Pirlo, Tevez e Vidal, da sempre nel cuore dei tifosi. Leader indiscusso, calciatore dal nome altisonante: trattenere Paul Pogba, anche dal punto di vista economico, vale almeno due acquisti. Questo è il momento di cercare di trasformare questo acquisto – e cioè la permanenza di Pogba – in un’operazione di marketing. Nostalgia a parte, oggi il calcio è questo.

C’è poi anche una suggestione tattica: Paul Pogba come numero 10, indipendentemente da numero, tradizione francese e altre storie simili. Rimarrà, probabilmente, una suggestione. Ma qualcuno ci pensa al Pogba trequartista, magari rinforzando l’organico a disposizione di Allegri con un interno di metà campo che possa sostituire a pieno Vidal, senza nulla togliere al giovane (e bravo) Sturaro, ancora un po’ acerbo. Ma, come detto, rimarrà una suggestione. Un discorso da ombrellone e poco più: Allegri non vede in Pogba un trequartista. Non per ora, almeno. Evoluzioni, novità, cambi di ruolo sarebbero sorprese. Magari anche gradite.

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Oltre il numero, dieci appunto, c’è altro. Oltre quella maglia c’è l’importanza e la storia di quella maglia stessa. E forse il vero senso della scelta della Juventus, senza dimenticare marketing e lato economico, è questo. Paul Pogba ad oggi rappresenta la Juventus nel mondo, con buona pace di tutti gli altri. Affidargli il numero che fu di Platini e Del Piero vuol dire metterlo al centro, con i fatti, di un progetto. E magari provare a versare benzina su una storia d’amore che se finisse l’anno prossimo sarebbe comunque troppo presto. Il senso della scelta della Juventus è questo: va oltre la maglia numero dieci. L’importanza di Pogba nel progetto bianconero merita quel numero. E la Juve riparte da quel numero 10 un po’ strafottente, ma fenomenale. In fondo, serviva un fenomeno, no?