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I 10 calciatori più sottovalutati della nostra Serie A

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Tunnel di Croce, sombrero di Moscardelli, assist stupefacente di Meggiorini, prodezze a cui assistiamo occasionalmente e sulle quali spesso ci soffermiamo solo sommariamente. Abbiamo deciso dunque proprio di raccogliere l’invito dell’attuale attaccante del Chievo, il quale a seguito dello splendido passaggio di tacco realizzato la scorsa domenica al Bentegodi ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa dichiarando che qualora il suo assist fosse stato effettuato da un campione se ne sarebbe parlato per settimane e settimane. Noi di Blog di Calcio abbiamo stilato di conseguenza una classifica dei 10 giocatori più sottovalutati della nostra Serie A, e la scelta non si è rivelata affatto facile, scopriamoli insieme.

Simone Missiroli
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Centrocampista tuttofare: tecnico, forte fisicamente, tatticamente intelligente, eppure raramente menzionato. A Reggio Calabria era soprannominato Il Missile per le sue bordate da fuori area, a Sassuolo invece Impero. In Emilia difatti è ormai un’istituzione, essendo diventato nel giro di pochi mesi un punto fermo dello scacchiere di Eusebio di Francesco ed essendosi rivelato il protagonista assoluto della promozione in A del 2013. La stagione 2014-2015 è stata in assoluto la migliore dal punto di vista personale: 4 gol in 20 presenze e il premio di miglior giocatore neroverde dell’anno. Oggi a 29 anni Missiroli è pronto a togliersi altre soddisfazioni, migliorando magari ulteriormente il proprio bottino personale.

Emil Hallfredsson
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Islandese giramondo: Tottenham, Malmo, Reggina, Barnsley ed Hellas Verona. In veneto ha trovato finalmente stabilità, Hallfredsson ha accettato volentieri una sfida e l’ha vinta: portare la squadra di Mandorlini nella massima serie e confermarsi ai massimi livelli. Pochi calciatori nel nostro campionato possiedono un mancino potente e preciso come il suo, pochi come lui svariano, si sacrificano in un’ampia porzione di campo e dispensano cross e assist al bacio, chiedete a un certo Luca Toni.

Stefano Sorrentino
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Tanti sono i portieri che meriterebbero maggiore fiducia e palcoscenici più importanti, ad esempio il pararigori Eugenio Lamanna, il neo bolognese Antonio Mirante passato nel giro di pochi mesi dal sogno Europa ad un fallimento societario ed Andrea Consigli, il quale potrebbe tranquillamente difendere i pali di una porta delle nostre big. Abbiamo scelto però Sorrentino visto che per ovvi motivi anagrafici difficilmente potrà avere nuove opportunità nonostante abbia dalla sua una carriera più che dignitosa. Il 36enne di Cava de’ Tirreni si conferma da anni come uno dei migliori portieri italiani, spesso decisivo, ha sempre garantito fondamentali punti salvezza. Torino, Verona e Palermo ne sanno qualcosa e anche in Grecia e Spagna hanno ottimi ricordi.

Emiliano Moretti
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Roberto Mancini lo fece esordire in A con la Fiorentina nel 2001 e il giovane difensore romano diede a tutti un’ottima impressione, col Valencia invece collezionò 172 presenze impreziosite da 4 reti e la vittoria della Copa del Rey. In Italia i top club non lo hanno mai voluto davvero, a parte la Juventus, la quale però dopo avergli fatto assaggiare in pochissime occasioni il terreno di gioco, ha preferito scambiarlo col Parma per un modesto Stephen Appiah. Si tratta del classico difensore con il vizietto del gol, sempre puntuale e preciso, con qualche infortunio in meno e qualche episodio favorevole in più la sua carriera sarebbe stata molto più luminosa.

Matias Vecino
Empoli FC v SS Lazio - Serie A
La sua famiglia è di origini molisane ed il calciatore ha già avviato le pratiche per ottenere il passaporto italiano. Dopo un anno e mezzo ultra convincente tra Cagliari ed Empoli, Sarri avrebbe voluto portarselo a Castel Volturno ma la Fiorentina ha perentoriamente detto no. Paulo Sousa però attualmente non sembra intenzionato a dare fiducia al centrocampista uruguaiano, un elemento capace di dare sostanza, dinamismo e qualità a qualsiasi squadra, sarebbe dunque un peccato bruciarselo in panchina.

Mauricio Pinilla
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Ivan Zamorano guardandolo giocare da piccolo disse che sarebbe diventato l’attaccante più forte della storia cilena, lo consigliò difatti all’Inter ma le cose andarono diversamente. Dal trasferimento alla Pinetina infatti si originò una carriera molto movimentata e piuttosto sfortunata. Se dovessimo racchiuderla in un episodio sceglieremmo senza dubbio la traversa colpita nell’ottavo di finale del Mondiale brasiliano, un legno maledetto che Pinilla ha deciso di tatuarsi sul proprio corpo per generare il giusto spirito di Revancha (rivincita) che ha permesso al Cile di vincere l’ultima Copa America. Senza dubbio il Pinigol rappresenta il calciatore più spettacolare della nostra Serie A: rovesciate, acrobazie e conclusioni al volo sono all’ordine del giorno.

Bruno Fernandes
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Classe ’94, tecnica sopraffina che gli deriva dal futsal. Per molti degli addetti ai lavori rappresenta il nuovo Pastore ma il portoghese a differenza del Flaco non sembra essere in possesso del passo da trequartista. Difficile dunque per ora trovargli una giusta posizione in campo, Stramaccioni lo ha provato anche come regista arretrato ma la sua non eccelsa fase difensiva, la sua visione di gioco, la sua abilità nello stretto e le sue doti balistiche lo reclamano sempre in prossimità dell’area di rigore. Vedremo se Colantuono riuscirà ad impiegarlo nel modo corretto, il rischio è quello di sprecare un talento da fuoriclasse.

Alberto Paloschi
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Il suo esordio al Milan lo ha reso un predestinato, marchio prestigioso ma forse troppo ingombrante, il Sun addirittura a seguito di quel gol al Siena nel 2008 lo inserì tra i giovani più promettenti del mondo. Il predestinato non è più un bambino, in estate si vociferava un suo addio, c’erano diverse squadre interessate, alla fine però non se ne è fatto niente. Paloschi dunque è restato al Chievo ed ha iniziato nel migliore dei modi la stagione 2015-2016: tre gol in sole due partite. Chissà forse potrebbe essere arrivato finalmente l’anno del nuovo Inzaghi, e se a maggio lo dovessimo scorgere nei primi posti della classifica cannonieri allora potrebbe fare molto comodo anche in ottica Europeo.

Khouma Babacar
ACF Fiorentina v Udinese Calcio - Serie A
A Pescara e provincia se lo ricordano bene, aveva solo 13 anni e già impressionava tutti su campi improvvisati in piazzali e chiesette. Come disse Cesare Prandelli, si tratta di un ragazzo dalle prospettive illimitate, i paragoni si sprecano ma la forza fisica, la resistenza, la potenza e la facilità di calcio lo rendono davvero un potenziale fuoriclasse di livello mondiale. A Firenze per ora gli preferiscono Kalinic, scelta piuttosto incomprensibile, visto che già lo scorso anno Khouma ha dimostrato a tutti ciò di cui è capace. Lo splendido gol realizzato all’Inter non può essere casuale, a Modena ne hanno visti di simili, il talento alla fine necessariamente verrà fuori, un Paese intero lo aspetta.

Alessandro Florenzi
Florenzi
Chiudiamo la nostra top 10 con un giocatore senza dubbio molto più noto dei precedenti, ma a nostro modesto parere ancora troppo sottovalutato. Florenzi è attualmente uno dei migliori giocatori italiani per duttilità, per grinta, per spirito di sacrificio, per carattere, per quantità e per qualità. A Roma lo apprezzano e tanto ma non ancora ai livelli delle bandiere Totti e De Rossi e di qualche straniero dal nome altisonante, Alessandro però è tranquillo perché di questo passo li raggiungerà presto. Dovrebbe essere un elemento imprescindibile anche della nostra Nazionale ed invece continua ad essere centellinato o male impiegato, è davvero un peccato poiché il centrocampista giallorosso rappresenta il presente ed il futuro del nostro calcio.