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Le 10 cose bella della settima giornata di Serie A

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#1 CARPI: MERITO ANCHE DI CASTORI

Alla sesta giornata di campionato arriva la prima storica vittoria del carpi in Serie A. Il caso ha voluto

che la vittoria sia arrivata dopo l’esonero dell’allenatore ma sia il nuovo mister (Sannino) che il

giocatore più rappresentativo (Borriello) hanno voluto giustamente ricordare i meriti di Castori per

questo risultato.

#2 PEDRO PEREIRA: TROPPO GIOVANE E TROPPO FORTE

6′ della ripresa di Sampdoria – Inter: sovrapposizione velocissima sulla fascia destra di Pedro Pereira,

cross e goal di Muriel, il quarto ai nerazzurri nella sua carriera. Tutto molto bello soprattutto se si pensa

che Pedro Pereira è nato nel 1998, non ha ancora 18 anni e gioca come un veterano.

#3 GERVINHO – FLORENZI: RACCOMANDATI?

I migliori in campo in Palermo – Roma dimostrano di essere due giocatori fondamentali per la Roma di

Garcia a cui il mister difficilmente rinuncerà in futuro. Florenzi è il jolly di fascia destra che ricopre più

ruoli e fa anche goal, mentre Gervinho quando è così ispirato è assolutamente devastante ed

imprendibile per qualsiasi difensore e mette a tacere tutte le critiche. L’ivoriano, infatti, è da sempre

uno dei giocatori preferiti di Garcia anche se lui si è affrettato a precisare che “chi dice che Gervinho è il

mio cocco dice una cavolata, sta bene e gioca.”

#4 ETERNO DI NATALE

Tocca pochi palloni, gioca con la testa fasciata dopo aver preso un colpo, ma quando al 47’ del secondo

tempo segna il gol del vantaggio i tabellini si aggiornano a 208 gol in serie A e dicono che nonostante i

suoi 38 anni è ancora il bomber dell’Udinese.

Vedi anche  Il tweet di Renzi ad ottobre: ''Se la Juve vince il campionato mi ...'' (FOTO)

#5 SI RIVEDE LA SIGNORA

La vittoria scacciacrisi sul Bologna riconsegna al campionato italiano la pretendente al titolo? Il

prossimo turno che vedrà i campioni d’Italia sfidare l’Inter a San Siro ci dirà di più. Nel frattempo la

Juventus “espugna” il suo stadio, visto che fin’ora non era riuscita a vincere fra le mura amiche.

#6 IL SUPER RECORD DI INSIGNE

Dopo essere stato provato come trequartista ha trovato la giusta collocazione nel 4-3-3 largo a sinistra,

dove ha più liberta di inventare e di inserirsi.  Mister Sarri è stato bravo a cambiare idea e modulo

rigenerando un giocatore che dopo sette partite ha già eguagliato il suo record personale di 5 goal in

serie A.

#7 UNA VIOLA COME AI VECCHI TEMPI

Era dal campionato 1998 – 1999 che la Fiorentina non era prima da sola in classifica in serie A, quando

la squadra viola schierava Toldo, Rui Costa e Batistuta. La Fiorentina di oggi non ha nomi di grido e gran

parte del merito è attribuire al mister Sousa che accolto con freddezza e scetticismo da una parte della

tifoseria è diventato ben presto beniamino entrando nella storia della squadra viola: mai nessun

allenatore a Firenze, neppure quelli degli scudetti, era riuscito a fare così tanti punti dopo le prime 7

gare di campionato, mai aveva vinto 6 gare su 7 come l’allenatore portoghese.

#8 LA “CLASSICA” CLASSIFICA

FIORENTINA 18 – INTER 16 – LAZIO 15 – ROMA 14 –TORINO 13 – NAPOLI 12 in attesa delle

“ritardatarie” Milan e Juventus sembra che il campionato stia assumendo la sua fisionomia naturale ed

il sogno delle “provinciali” di imitare chi, in passato ha vinto uno scudetto (Cagliari – Verona –

Vedi anche  10 giocatori in scadenza di contratto che potrebbero servire alle italiane

Sampdoria) sia già finito. Negli anni 2000 c’era il campionato delle “sette sorelle” pretendenti al titolo;

che campionato sarà questo?

#9 BIABIANY DAL CUORE GRANDE

La sua prestazione non sarà ricordata negli annali del calcio, ancora non si vede il giocatore dei livelli del

Parma o quello che segnava il 3-0 nella finale intercontinentale Inter – Mazembe. Se si considera, però,

che è stato fermo un anno e che, per dei problemi al cuore, rischiava di finire per sempre la carriera di

calciatore, possiamo dire che piano piano sta rinascendo mettendo grande impegno e volontà.

#10 GIOIA E DOLORE AZZURRI

Berardi e Santon non fanno in tempo a gioire per la convocazione in nazionale – per Berardi la prima in

assoluto – che devono abbandonare il ritiro a Coverciano per infortunio, rimandando alla prossima

occasione il sogno azzurro. La giovane età è dalla loro parte, e sicuramente avranno un’altra chance!